Edizione di: Venerdi, 3 settembre 2010 ore 14:36 @650

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La bontà dei “sughi pronti calabresi” per ogni preparazione facile ed immediata. »

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I prodotti tipici calabresi protagonisti in cucina, anche d' estate.

Certo il tempo non basta mai e poi, con le giornate calde della bella stagione, è normale che inizi la “fuga dai fornelli”. C’è quindi la naturale propensione a preparare portate facili, immediate e fresche, così come a disporre in cucina di condimenti già   pronti e facili da utilizzare.

Tale consolidata tendenza gastronomica fa sì che la maggior parte delle aziende, anche quelle innovative del mercato del commercio elettronico che propongono in rete prodotti tipici calabresi, presentino nelle loro vetrine (virtuali o tradizionali che siano) un buon assortimento di sughi pronti, che spaziano dalle tipologie piè note della gastronomia (ortolana, olive, basilico, ecc..) ad elaborazioni che invece prevedano l’uso di “tipicherie” proprie delle regioni italiane.

Particolare delizia del palato, anche d'estate, la si ritrova infatti allorquando si utilizzino sughi profumati e genuini perchà © prodotti con ingredienti freschi, dalle spiccate connotazioni regionali, come nella tipologia proposta con uno dei piè rinomati prodotti tipici calabresi, la cipolla di Tropea; ovvero nella tipologia al tonno, ove la base primaria è rappresentata da pescato tassativamente dei mari calabresi;o ancora nell'innovativo condispaghetti e paste lunghe in generale, che cambia il modo di condire i primi piatti, connotando gli stessi con l'unicità   del peperoncino e dei pomodori secchi della tradizione gastronomica calabrese: ed infine nei tipi siciliana e napoletana, sughi dagli aromi tipici del sud Italia.

In particolare, ampia è anche la spinta promozionale che queste aziende del commercio elettronico utilizzano come leva alla vendita, prevedendo sconti e tagli prezzo di periodo che consentono facilmente agli utenti di fare buona scorta di queste referenze per tutto il periodo di massimo ed opportuno utilizzo dei medesimi.

Ma base essenziale di questa proposta è, come per tutti i prodotti, che si tratti di preparazioni gastronomiche dalla buona genuinità  , altrimenti qualunque pubblicità   e spinta se ne faccia lascia inesorabilmente il tempo che trova.

Risulta, dunque, strategico che le produzioni offerte rispondano, in particolare, a criteri base e fattori da rispettare con severa attenzione:

- che si tratti di elaborazioni genuine e dalla indiscutibile qualità  , con ingredienti assolutamente naturali;
- senza l'utilizzo di particolari eccipienti e conservanti;
- versatilità   di utilizzo, permettendo a chiunque di preparare piatti gustosi in modo facile e veloce;
- con un prezzo alquanto contenuto;
- provenienti da aziende affidabili;
- che preveda un ampio paniere di gusti e specialità  .

Altrimenti ogni allettante proposta all'utenza risulterà   oltremodo vana.

Delizie del nostro sud: il pesto calabrese. »

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L'eccellenza dei sapori della gastronomica calabrese in una sciccheria tutta da provare.

Tra i rinomati prodotti tipici calabresi non poteva certo mancare un condimento per la pasta che mantenesse e preservasse tutte le connotazioni tipiche della cucina calabrese, che raccontasse della squisitezza e prelibatezza delle colture agricole e dei prodotti della terra, il pesto calabrese, acquistabile on-line presso siti di commercio elettronico della regione, la cui serietà   e correttezza aziendale in rete è stata testata nel tempo, in maniera assolutamente obiettiva, dai propri clienti, ottenendone notevoli feed-back di affidabilità  .

Lungi dal voler far concorrenza al suo ben piè rinomato ed indubbiamente squisito omonimo della Liguria, il pesto calabrese propone un tocco decisamente diverso e caratterizzante, mantenendo i sapori originali e gustosi, propri dell'agricoltura della regione, venuto fuori dall'ingegno di una massaia di quelle zone con l'intento di trasformare un semplice piatto di pasta in una portata di alta qualità  , aggiungendole quel giusto tocco di esclusività  .

Viene ottenuto, infatti, in modo assolutamente artigianale, utilizzando pomodori naturalmente essiccati al caldo sole del nostro sud, squisito olio di oliva, pinoli, noci, mandorle ed aromi naturali, adeguatamente “pestati” ad arte, ossia con un continuo e ripetuto “sminuzzare” degli ingredienti a forza di botte con un pestello (sembra strano, ma il senso dei termini da l'esatta idea dal lavoro di preparazione necessario!!). E' ovvio che non ne poteva mancare, come da tradizione, la sua versione piccante, per cui viene opportunamente inserito, tra i suoi ingredienti base, “sua maestà   il peperoncino piccante calabrese”, che la fa da padrona anche in tal caso, laddove sia necessario portare in tavola un primo piatto di spessore.

L'uso del prodotto è alquanto semplice in cucina, dimostrando qui tutta la sua versatilità   e schiettezza; basta infatti soffriggere per qualche minuto il composto in padella con dell' olio di oliva e farvi saltare la pasta (lunga o corta che sia) precedentemente lessata: in tal modo il sapore inconfondibile del pesto si insinua e si lega alla pasta, rendendola quanto mai appetitosa e garantendole un tocco di fantasia ed esclusività  . Il completamento del gusto lo si puè facilmente ottenere aggiungendo una spolverata di pecorino o ricotta stagionata appena grattugiate, prima di servire in tavola.

Il risultato di questa meraviglia di sapori, di questo inimitabile ritratto del gusto è facile e semplice da intuire: un rosso fuoco intenso che racconta di tutte le originalità   della gastronomia della regione; una raffinatezza del palato forte, decisa, ma al contempo stimolante delle sensazioni olfattive, che si inebria nella mensa.

E che dire, poi, se la fantasia in cucina ci aiuta a dovere, sperimentando soluzioni alternative al classico e piè semplicistico utilizzo della referenza, come ad esempio dei tagliolini conditi con pesto calabrese e vongole. Ovvero, per accentuare ancor di piè tutta la schiettezza e sincerità   dell'arte culinaria del nostro sud, elaborando degli strozzapreti con pesto calabrese e pomodorini di collina. Sono tutte soluzioni d'uso proposte nelle schede tecniche della referenza dai siti di commercio elettronico di prodotti tipici calabresi che vendono in rete il pesto calabrese.
Insomma, piatti e sapori tutti da scoprire!!

Note di conservazione. La referenza viene opportunamente pastorizzata alla produzione per cui, una volta aperta la confezione, puè facilmente conservarsi in frigo, avendo cura di coprirne il rimanente prodotto con olio di oliva.

Sapori esplosivi in tavola: la bomba calabrese. »

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La vulcanicità   dei prodotti tipici calabresi in un vasetto di vetro.

bomba calabrese

La bomba calabrese rappresenta uno fra i piè ricercati prodotti tipici calabresi, il gigante per antonomasia fra i sottoli dell'enogastronomia della regione, acquistabile su siti di commercio elettronico di quelle terre, che mirano alla qualità   delle referenze trattate, piuttosto che al prezzo. Senza dubbio la naturalezza degli ingredienti utilizzati, la passione per le cose buone di una volta contraddistinguono questa unicità   del gusto e del palato, ricercata da chi voglia deliziarsi con prodotti di eccellenza, decisi e nel contempo originali.

In tanti hanno tentato di copiare nome e ricetta della bomba calabrese, in verità   con scarso esito nei risultati ottenuti. Ecco quindi che la vera bomba calabrese la si puè ottenere solo utilizzando gli ingredienti indigeni di questa regione.

Sperimentata con lungimiranza per la prima volta piè di una quindicina di anni fa da un commerciante calabrese, raffinata nel sapore, viene ottenuta con melanzane, carciofi, funghi misti di bosco, olio, sale, origano, pepe nero, alloro, aceto di vino e l’immancabile peperoncino (nonchà © – ovviamente – priva di coloranti o conservanti), il tutto tritato e conservato in olio. Come si puè facilmente capire, con tutti questi ingredienti d’eccezione “l’esplosione di sapori” è ovviamente assicurata.

Questa deliziosa e stuzzicante crema diventa così una viva protagonista della tavola, sia ove venga utilizzata per condire un bel piatto di pasta (le avete mai assaggiate le penne con la bomba e il tonno?); sia ove venga spalmata su una fetta di pane o sulle tradizionali bruschette, dunque come appetitoso ed opportuno pre-pasto; oppure per rendere accattivante un tradizionale panino, o ancora sulle uova fritte, nel ragèàƒ¢à¢â€š¬à‚¦àƒ¢à¢â€š¬à‚¦, forse faremmo prima a dire dove non si puè utilizzare: in ogni caso, un compagno pirotecnico della nostra cucina, che dimostra sempre tutta la sua versatilità   e facilità   d'uso.

Una delizia naturale, prodotta dunque con la maestria che deriva da una lunga esperienza in fatto di specialità   calabresi, e che vi farà   scoprire – o riscoprire – tutta la forza e la passione della Calabria.

fusilli bomba

Ribattezzata anche come “fuoco vivo” o “viagra naturale” per le sue caratterizzazioni decise di aromi e sapori, viene utilizzata dai produttori piè oculati anche come materia prima nella produzione della pasta secca: si ottengono così i corrispondenti fusilli alla bomba calabrese, che di per sà © racchiudono tutto il necessario per ottenere un primo piatto di “spessore”, in particolare ove venga opportunamente condito con un buon sugo casereccio di carne ed una spruzzata di ricotta pecorina stagionata.

Siete pronti col bavaglino?? Manca solo da leccarvi i baffiàƒ¢à¢â€š¬à‚¦.se ce li avete!! Altrimenti, buon appetito comunque.

Il latte di mandorla, un valido e tonificante alleato contro la sete. »

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Non solo una bibita diversa dal solito, ma tanti suggerimenti in cucina per poter assaporare tutta la naturalezza della pasta di mandorla.

latte di mandorla

Il latte di mandorla è una bevanda decisamente dissetante e tonificante, tipica delle nostre regioni meridionali, inserita nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani. Acquistabile anche presso siti di commercio elettronico di prodotti tipici, i quali ne propongono la referenza artigianalmente prodotta e già   pronta per l'uso, la sua produzione risale a tempi antichissimi, essendo stata infatti sperimentata inizialmente in alcuni monasteri.

La ricetta originale prevede la realizzazione di un infuso a freddo, che richiede 2/3 di mandorle ed 1/3 di zucchero. L'ideale sarebbe lavorare mandorle fresche, ma puè essere preparato anche con quelle secche dopo averle fatte opportunamente reidratare in acqua per qualche ora. Dopo aver pelato le mandorle, si triturano finemente, si miscelano con lo zucchero e si pone la pasta ottenuta in un canovaccio a maglie larghe. Il canovaccio va poi messo in acqua e tenuto in infusione per almeno 6 ore. Dopodichà © va strizzato bene per recuperare tutte le gocce del prezioso liquido, che va versato in una bottiglia e messo in frigorifero. Ovviamente le maglie larghe del canovaccio permettono il passaggio di qualche pezzetto di mandorla di piccolo calibro, che facilmente si ritroverà   nel composto, offrendo così la possibilità   di gustare, oltre quanto è naturalmente apprezzabile dal liquido prodotto, anche il vero sapore delle mandorle del nostro sud.
pasta di mandorla

Fino a non molti anni fa era una bevanda tipica preparata direttamente dal barista e somministrata sfusa a bicchiere a clienti ed avventori; da qualche anno il prodotto è presente con un certo successo anche in rete. Le referenze proposte dai menzionati portali, in genere, prevedono un prodotto in versione per così dire “disidratata” (in vasetti o in panetti), ma che riacquista tutto il suo indiscusso gusto e sapore semplicemente e facilmente miscelandolo in acqua. Ad esempio, un vasetto da 400 grammi di pasta di mandorla è sufficiente per la produzione di circa 2 litri di bevanda, che si puè normalmente conservare in frigorifero, dunque da tenere pronta, disponibile e da servire per ogni necessità   eventuale.

Questa versione da uso immediato e domestico ha consentito, inoltre, lo “sbizzarrirsi” da parte dei vari produttori artigianali nelle tipologie e nei gusti proposti, sicchà © la pasta di mandorla la si puè trovare in versioni piè o meno variegate: si parte così dal tipo tassativamente tradizionale, a quello alla menta, alla fragola, al caffè ed infine (ultima nata) alla liquirizia, ma che sia ovviamente ed esclusivamente quella calabrese.

E tale nuova sperimentazione nell'offerta ha fatto si, inoltre, che della pasta di mandorla si potessero comodamente provare delle alternative d'uso in cucina, sicchà © la referenza puè dimostrare tutta la sua versatilità   tra le delizie del palato. Infatti puè esser facilmente utilizzata nella preparazione del gelato fatto in casa, unendola al composto in fase di lavorazione e garantendo una connotazione di originalità   e gusto; oppure, ove il gelato sia quello industriale normalmente acquistato nella distribuzione, usandolo a piccoli tocchetti per guarnire le coppette prima di essere servite (una piccola attenzione che certo non passerà   inosservata ai conviviali, nel fine pasto); o infine, sulle macedonia di frutta fresca, e sicuramente il periodo è quello ottimale.

Dunque un modo tutto nuovo e diverso per gustare delle rinfrescanti bevande: altro che bibite gassate.

Idee regalo per Pasqua: cosa scegliere, eventualmente. »

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Non le medesime esigenze natalizie, ma c'è sempre qualcuno di cui è il caso di ricordarsi, anche a Pasqua.

regali di pasqua

Certo per Pasqua non ci sono le esigenze di regalistica di fine anno, ma c’è sempre qualcuno di cui è comunque il caso di ricordarsi, o del quale ci siamo “sbadatamente” dimenticati durante le festività   natalizie. Anzi, forse il nostro regalo puè risultare ancor piè apprezzato, se ben fatto, in quanto inatteso.

Anche in questo caso, dunque, sorge il problema di poter trovare qualcosa che sia veramente originale, suscitando il gradimento da parte di chi riceve la nostra attenzione.Ed anche stavolta, quindi, puè tornare utile ed opportuno valutare cosa, in realtà  , avremmo preferito che gli altri ci dedicassero come gradito pensiero: è infatti una condizione per cosi dire “di reciprocità  ”.

L'uovo di Pasqua, le classiche colombe e quant'altro lasciano ormai il tempo che trovano, sanno di faciloneria e soluzione semplicistica, quasi scontata, tipica di chi ha scarsa fantasia ed limitata alternativa Dunque occorre trovare qualcosa che ci faccia, anche per tale occasione festiva, distinguere dagli altri, quindi che si faccia ricordare veramente.

Stretti dalla attuale contingenza economica, ci siamo spesso privati di sciccherie e golosità   varie, ma almeno durante le festività   vorremmo concederci qualche trasgressivo “peccato di gola”. Puè tornare utile, quindi, ricorrere alla rete, optando per confezioni regalo di enogastronomia, magari realizzati con prodotti tipici calabresi, che è possibile commissionare presso siti e.commerce proprio di quelle zone: una scelta calibrata a seconda delle nostre esigenze di spese e/o di assortimento con varie delizie al peperoncino (patè o sottoli vari), salumi tipici, marmellatine accattivanti e qualche sfiziosità   ulteriore, “scovata” tra le delizie tipiche della tradizione culinaria calabrese.

Se poi c'è da inviarli a qualcuno direttamente, nessun problema: questi siti provvedono al caso specifico. Li confezionano a modo (cellophanandoli opportunamente), vi annettono un augurale biglietto strutturato per l'occasione, e ne garantiscono il necessario ed opportuno servizio per la buona riuscita della consegna (track, monitoraggio dello stato della spedizione e servizi accessori vari). Essenziale sarà   fornire, con dovizia di particolari, i recapiti dei destinatari (indirizzo, telefono e quant'altro), si da dar buon corso al recapito relativo.

L'importante, in ogni caso, è che le nostre scelte colgano veramente nel segno, con prodotti di buona qualità   e levatura (che i sottoli, ad esempio, siano in ottimo olio di oliva, o che le marmellate abbiano un contenuto di frutta ottimale), dalla genuinità   garantita (etichette e certificazioni la faranno anche stavolta da padrona), e che rappresentino delle vere “sciccherie” (originali e non facilmente reperibili nella grande e/o tradizionale distribuzione), insomma che possano veramente stupire chi le riceve.

L'effetto sarà   di sicuro impatto; se poi ciè comporta qualche rinuncia in piè alle nostre spese successive, poco male: saremo perè sicuri di aver davvero colpito nel segno, ed aver fatto la nostra bella figura !!

Il caviale dei poveri: la rosamarina calabrese. »

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Cosa è e dove acquistare questa chicca tutta calabrese. Avvertenze d'uso: diffidare dalle imitazioni.

rosamarina

Per i piè si chiama rosamarina, per altri sardella salata, alcuni ancora la conoscono come garo, bianchetto, o mustica, altri infine la definiscono come il caviale calabrese. Comunque la si nomini, si tratta in ogni caso dell'originale preparato proveniente dai mari di quella regione, punta di diamante dei prodotti tipici della gastronomia calabrese, acquistabile anche presso siti di commercio elettronico di quelle zone.

La sua disponibilità  , anche in rete, non è sempre garantita, in quanto la originale rosamarina, come fortemente sottolineato dai relativi produttori e commercializzatori della referenza, è pesantemente vincolata dal fermo biologico, vigente in particolari periodi dell'anno, dato che la ricetta madre richiede che si utilizzi “tassativamente” neonata di mare calabrese (in genere sarde ed acciughe) e visto che il menzionato stop alla pesca è opportunamente imposto per garantire il ripopolamento della fauna ittica.

Tale vincolo di pescaggio pone notevoli problemi di redditività   per le tante aziende ittiche, prevalentemente a conduzione familiare, le quali, mediante la commercializzazione del prodotto, riescono ad ottenere un adeguata fonte di sostentamento, e considerato che, tra impiegati diretti ed indotto, coinvolge ed interessa migliaia di addetti della Calabria. Ecco dunque che sovente ne è stato sollecitato dalle popolazioni il prolungamento del periodo in cui l'attività   di pesca è lecitamente ammesso, richiedendosi adeguati provvedimenti straordinari in materia. La stragrande maggioranza dei pescatori esercita, infatti, la piccola pesca artigianale a strascico, storicamente utilizzata nella pratica del novellame, ma che nel contempo crea indubbi disagi e disfunzioni nell'eco-sistema marino.

Sicchà © occorrerebbe opportunamente studiare una soluzione che contemperi e medi le contrapposte esigenze: quelle legittime dei pescatori, che nel prodotto trovano una essenziale fonte di mantenimento per le famiglie; e quelle piè che giuste del rispetto e della tutela dell' ambiente marino. Tuttavia, per come attestato dalla ricerca scientifica, la relativa pesca non minaccia affatto l'equilibrio riproduttivo di altre specie, in un periodo in cui si manifesta una grande abbondanza di pesce azzurro, che, se scarsamente remunerativo in taglia adulta,raggiunge nella forma giovanile un elevato pregio e valore commerciale. Giustificata, dunque, nella cultura popolare calabrese, l'attestazione di “caviale”, tanto da assurgere a vera e propria tipicità   tradizionale nazionale, come attesta l'inserimento della rosamarina calabrese nell'elenco dei prodotti tipici stilato dal ministero delle Politiche agricole e forestali.

Disponendo della materia prima, con tutta l'esperienza e secondo il piè ferreo rispetto della tradizione ittica, questa viene opportunamente lavata in acqua dolce, riposta su ripiani di marmo, adeguatamente immessa in salamoia entro recipienti di terracotta (terzaruli) per alcune settimane, amalgamata con peperoncino rosso macinato (all'occorrenza, dolce o piccante), e confezionata in opportuni vasetti. Il relativo composto si presenta, così, come una pasta di colore rosso, odore intenso, sapore piè o meno piccante. Pronta per l'uso, si conserva per un periodo, in genere, discretamente lungo ( 6/12 mesi), mantenendola a temperature fresche.

La originalità   e squisitezza della rosamarina, che spinge tendenzialmente verso una latente domanda da parte del mercato in ogni periodo dell'anno, ha fatto sì che anche per questa referenza si sia, inopportunamente, provveduto a creare un mercato del “falso” o del “taroccato”. Si ricorre, infatti, ad offrire un prodotto simile, ma che poco o nulla a che vedere con quello indigeno della Calabria, utilizzando pesce di provenienza asiatica (Cina), in particolare neosalanx tangkahkeii o pesce ghiaccio di acqua salmastra dolce. Ma per i buongustai del caviale dei poveri non esiste problema, la differenza in termini di gusto e di sapore è facile da individuare.
Per i curiosi della buona cucina, invece, vale la regola di chi sa ben acquistare: occhio all'etichetta!!
uso sardella calabria

Per quando riguarda le modalità   piè opportune per gustare questa sciccheria gastronomica, i siti di commercio elettronico che commercializzano il prodotto “originale”, per come sopra inteso, propongono delle vere e proprio chicche d'uso nelle relative schede tecniche, spaziando dall'utilizzo su crostini e bruschette, per originali antipasti,condendola preventivamente con dell'olio, affinchà © questo possa assorbire parte del sale utilizzato nella preparazione, e magari un po' di cipolla sminuzzata finemente; ovvero sulla pizza; o ancora integrando e rendendo alternativa la classica pasta, aglio ed olio.

Non c'è che dire, un caviale tutto da provare, ma a prezzo certamente piè abbordabile rispetto al suo decisamente piè rinomato omonimo.

Una delizia tutta Calabria: la liquirizia Amarelli. »

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Se ritenete che tutte le caramelle alla liquirizia siano uguali, non è il caso che continuiate a leggere!!!

liquirizia amarelli

In rete vi sono vari siti di commercio elettronico che propongono prodotti tipici calabresi, ma scovando piè approfonditamente alcuni di loro fanno della liquirizia Amarelli una apposita famiglia di prodotto, per l'amore che li lega a quella regione, la vicinanza con la fonte di approvvigionamento, la possibilità   di scelta nelle varie proposte che l'azienda produttrice offre.
La pianta della liquirizia (Glycyrrhiza glabra) è conosciuta ed impiegata da molti secoli e cresce in molti paesi, ma àƒ¢à¢â€š¬à¢â‚¬Å“ secondo quanto afferma l'autorevole Enciclopedia Britannica àƒ¢à¢â€š¬à¢â‚¬Å“ la migliore qualità   di liquirizia “is made in Calabria”.

La storia della relativa trasformazione è molto antica. La famiglia dei Baroni Amarelli si dedica all'estrazione del succo di liquirizia già   dal 1500, alternando alla cura del proprio patrimonio agricolo anche un forte impegno militare e culturale. Nel 1731 viene fondato l'attuale “concio” Amarelli, alla cui attività   fu dato particolare impulso nel 1800 con il miglioramento dei trasporti marittimi e con i privilegi e le agevolazioni fiscali concesse dai Borbone a queste industrie tipiche.

Dal 1840 in poi vi è testimonianza dell'attività   di Domenico Amarelli e dei suoi discendenti, fino a giungere a Nicola, che nel 1907 ammodernè la lavorazione con due caldaie a vapore. Da allora la Amarelli ha incrementato sempre piè la sua attività  , rimanendo erede pressochà © unica di una tradizione tipica della Regione Calabria.

La gamma dei prodotti comprende tutto quanto si puè ricavare dalle radici di liquirizia, svariando e stimolando la curiosità   e il palato dei loro internauti:si va,così, dalla liquirizia pura e dal profumo naturale, in tozzetti piè grossi (Medaglie) o a pezzetti di piè piccole dimensioni, da tenere sempre con se' per qualunque evenienza (Spezzata e Spezzatina); con l'aggiunta di aroma di anice (Rombetti) o di menta (Favette); alle liquirizie gommose profumate all'arancia della Calabria (Morette); oppure agli accattivanti “bottoncini” aromatizzati alla violetta (Senatori), un gusto unico che si dirama per tutto l'ambiente circostante; o, ancora, ricordando i pastigliacci a forma di macchinine , di pesciolini o altre strane forme, di una infanzia piè o meno lontana (Assabesi); ed infine, delizie per i piè piccini, la liquirizia confettata (Bianconeri) , o quella celata in opportune pietruzze di mare (Sassolini).

E che dire, poi, se il gelato fatto in casa, o da specializzate “gelaterie”, utilizza la polvere di liquirizia Amarelli, sì da farne una preparazione originale, dal gusto sincero della vera liquirizia calabrese; ovvero utilizzarne un po' in svariati usi di cucina (ad esempio il risotto allo zafferano,o il classico liquore alla liquirizia), con un connubio dolce/amaro di tutto riguardo?? A richiesta puè essere commissionata presso gli stessi portali, e disponibile in virtè di una forte tradizione meridionale, secondo la quale “non si butta via nulla”, neanche gli scarti della lavorazione.

La particolare attenzione che la famiglia Amarelli ha dedicato al prodotto ha portato alla inaugurazione di un apposito Museo della liquirizia “Giorgio Amarelli”, inserito in un antico fabbricato di famiglia opportunamente restaurato. Ne è stata voluta fortemente la realizzazione, nel desiderio di presentare al pubblico una singolare esperienza imprenditoriale, nonchà © la storia di un prodotto unico del territorio calabrese: in mostra preziosi cimeli di famiglia, utensili agricoli, una collezione di abiti antichi e, infine, macchine per la lavorazione della liquirizia, documenti d'archivio, libri e grafica d'epoca. Interessante ed allettante è la visita che si puè svolgere alla struttura, visto che è consentito assistere a buona parte della filiera, dalla estrazione della radice, alla creazione dei filati di liquirizia, alla concreta produzione oltre che, naturalmente, avere opportuna notizia della storia aziendale e delle modalità   di coltivazione della radice.

museo amarelli

Una eventuale opportuna passeggiata in loco denota come si sia creato un riuscito connubio di artigianalità   e tecnologia in tutte le fasi di trasformazione, a partire dalla materia prima fino al prodotto finito, considerando che buona parte della stessa avviene nell'antico “concio”, luogo tradizionale di produzione, supportando la stessa con reparti ormai sofisticatamente computerizzati, ma sempre sotto la supervisione del “mastro liquoriziaio”, il quale sorveglia opportunamente il giusto grado di solidificazione dei filati di liquirizia. La pasta densa, lucidissima assume le svariate forme, mediante macchinari all'uopo creati sulla scorta dell'esperienza aziendale, e delle esigenze del mercato.

Se ciè serve a stuzzicare la vostra golosità  , val la pena ridimensionare la nomea secondo la quale la liquirizia fa aumentare la pressione sanguigna:sarà   pur vero, ma come per tutti gli alimenti, basta essere moderati negli usi!! E poi che dire delle sue proprietà   terapeutiche contro influenza e raffreddore?? Provare per credereàƒ¢à¢â€š¬à‚¦

Affidabilità dei siti di e.commerce. »

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Quanto è importante conoscere l'attendibilità   e serietà   di un sito di commercio elettronico di prodotti tipici.

acquisti sicuri

Ciè che senza dubbio ha frenato lo sviluppo del commercio elettronico in Italia è stata la sprovvedutezza di tanti imprenditori, i quali si sono affacciati a “valley of gold” di internet, pensando in breve tempo di trovare facile panacea ad ogni problema aziendale, non sapendo invece quanto sia difficile fidelizzare gli internauti, richiedendosi un duro lavoro di competenza, passione, costanza di impegno ed intreccio di relazioni, prima di poter dire di ottenerne dal relativo business una qualche soddisfazione. Non è, in pratica, come aprire un qualsiasi negozio dove, una volta alzata la saracinesca entra l'avventore di turno e, spontaneamente, ti dice “buongiorno, mi fa un caffè??”.

Ecco, quindi, che molte di queste avventure sono tragicamente terminate con frodi ai danni dei tanti consumatori, incertezze nelle relative consegne, problemi nell'assolvere agli impegni presi con il malcapitato e sfortunato utente che ci ha degnati della sua considerazione, e dunque oscuramento in breve tempo delle vetrine virtuali.

Non è facile, infatti, avere un buon riscontro da parte di chi ti segue, tramite un filo molto labile e sottilissimo da 100, 500àƒ¢à¢â€š¬à‚¦1000 e piè chilometri di distanza. Ottenerne, al contrario, la sua fiducia e rispettabilità  , significa aver creato un rapporto che difficilmente, poi, riuscirà   semplice spezzare. E solo i risultati positivi (in termini di qualità   dei prodotti consegnati, del servizio di spedizione, di assistenza in senso globale,ecc.) possono costruire questa maglia praticamente impenetrabile nel tempo.

Ci sono aziende che, con fior di quattrini, hanno appalesato affidando la loro “degnabilità  ” ad entità   terze di certificazione all'uopo create: ma è facile, se io pago qualcuno per dir bene di me, il risultato è presto ottenuto.

Altre aziende che operano in internet commercializzando prodotti tipici hanno, al contrario, messo “a nudo” il giudizio sulla loro funzionalità  , ottenendone il relativo riscontro da giudici imparziali e severi: proprio gli stessi utenti, che hanno loro affidato preventivamente il proprio “sonante” (vedi pagamento in carta di credito o con bonifico anticipato) a scatola chiusa, ed ottenendo il giudizio complessivo sul loro “modus operandi” in termini, appunto, di customer service complessivo.

Ed infatti, hanno coraggiosamente posto nella home page del proprio portale un sistema di valutazione curato da cuge.org,

cuge

tramite il quale ognuno, a propria discrezione, puè esprimere un giudizio di merito in termini di merci e servizi forniti per come descritti, puntualità   nelle consegne, trattamento e risoluzione di problemi ed eventuali reclami, tempo medio impiegato nelle risposte ad eventuali dubbi, qualità   delle medesime, rispetto di quanto proposto in termini di news e pubblicità   inviate al proprio bacino di utenza, tempo medio di consegna (considerando comunque periodi di festività   o cause di forza maggiore), ecc.. Dunque un sistema libero per la valutazione dei servizi e dell’affidabilità   dei siti web data dai clienti stessi dei siti, creando nel contempo sicurezza tramite trasparenza.

Ovviamente tali portali erano sicuri del fatto loro, cioè di aver svolto a dovere nel tempo il loro “compitino”, assolvendo appieno a tutti gli impegni assunti in sede di progettualità   dell'impresa, altrimenti non si sarebbero assolutamente affacciate nell'ambito mercato di internet; ed è proprio quello che l'utente che naviga sulla rete vuole: sicurezza, certezza delle transazioni, soddisfazione e “assolutamente” nessun dubbio di eventuali frodi perpetrate nei loro confronti. Altrimenti le porte dei vari comitati di difesa consumatori sono sempre aperte; ma, torna sempre un arcano difficilmente risolvibile: val la pena per qualche centinaio di àƒ¢à¢â‚¬Å¡à‚¬uro aprire una contesa, della quale si conosce l'alba, ma non si sa mai quale sarà   il relativo tramonto??

Ove si sia riusciti ad ottenere, in questo modo, “feedback” di alto livello ( 8 o 10 sarebbe il massimo!!) si puè certamente affermare di aver svolto a dovere il proprio lavoro, fugando ogni eventuale dubbio sulla tenuta aziendale nel tempo, confidando serenamente nel sacrificio e nell'impegno fino ad allora profuso.

Olio 100% italiano?? Perché non quello calabrese!! »

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olio
Il ritorno al buon olio di casa nostra come risposta alle tante frodi alimentari.

Gli ultimi controlli effettuati dai varie nuclei e autorità   antisofisticazioni alimentari, con contestuali sequestri di partite di prodotti confezionati e pronti per esser posti in commercio anche in regioni (vedi Toscana e Liguria) dalle forti tradizioni “olearie”, hanno riacceso il dibattito sulla opportunità   di ritornare a consumare un olio veramente nostrano.

Etichette contraffatte, oli di semi colorati ad arte ed indebitamente ed inopportunamente spacciati come oli extravergine, artifici piè disparati sul prodotto, hanno affollato le cronache degli ultimi tempi: il tutto con l'obiettivo ultimo, data la contingenza sfavorevole del periodo, di offrire un prezzo concorrenziale sugli scaffali della distribuzione. Tutto ciè induce il consumatore a dubitare fortemente sui prezzi da “gassosa” che contraddistinguono tante referenze, con una criticità  , dunque, piè accentuata rispetto al passato, che lo spinge a svolgere una attenta analisi della relativa filiera di produzione: ci si è resi conto, insomma, che non regala niente nessuno.

Le piè recenti normative in materia, in particolare, hanno fortemente facilitato il compito di ricerca sulla origine del prodotto, così come stabilito dal Comitato di gestione olio di oliva della Commissione europea di modifica al regolamento per l’etichettatura dell’olio, imponendo l'obbligo di indicare sulle etichette la provenienza delle olive molite. Si tratta di una svolta storica per l’Europa, che interpreta il bisogno di sicurezza e trasparenza dei cittadini.

Sarà   un problema di vitale importanza per tante aziende, conosciute come “italiane” e massivamente presenti nella grande distribuzione, ma che in realtà   non utilizzano piè del 30/40% di olio nazionale nelle loro allettanti proposte.

Per fortuna ci sono i prodotti D.O.P., certamente costano qualcosa in piè, ma ci garantiscono quella sicurezza alimentare oggi dimenticata dal mondo globale, che fa fatto perdere la gioia del rapporto rispettoso con la terra, l’unica cosa che fa valere il lavoro dei contadini, riconsegnando al consumatore il gusto della buona tavola ed un prodotto sano e prezioso come una volta.
olio ed agrumi calabresi
L'olio calabrese, ad esempio, proposto su siti di commercio elettronico di prodotti tipici, che rida il piacere di gustare olio d’oliva verace, attraverso una maggiore conoscenza delle esigenze del consumatore e la vecchia regola del “poco,ma buono”.

Oli di ottima qualità  , gusto schietto e sincero, con caratteristiche date dalla particolare posizione geografica e le perfette condizioni meteorologiche che solo la collina litoranea calabrese è in grado di offrire. Produzioni da oliveti curati secondo l'agricoltura integrata ed a basso impatto ambientale, dalla fioritura sino alla raccolta, con tipologie Meridionali quali la Carolea e la Nocellara messinese, inseriti in appezzamenti di terreno magari corredati da tipici alberi di agrumi della regione.

La raccolta inizia precocemente, attorno ai primi di ottobre, con olive ancora verdi o appena invaiate. Le eventuali olive già   cadute a terra non vengono raccolte, piuttosto vengono successivamente interrate con la lavorazione, per garantire al prodotto un minimo grado di acidità  .

Riguardo alle tecniche di lavorazione delle olive, la raccolta è quella tradizionale, che prevede l’uso di pettini manuali e meccanici con caduta del frutto su reti, dopodichà © il raccolto viene posto in cassette da 20 kg. Il sistema piè diffuso di estrazione è a ciclo continuo a freddo (T. max 27 àƒâ€šà‚° C), con consequenziale estrazione quotidiana di olio entro 2 ore massimo dalla fine della raccolta in azienda.. Dopodichà © l’olio viene opportunamente conservato in contenitori in acciaio inox ed in ambienti freschi, asciutti e lontano da fonti di calore, ad una temperatura compresa tra i 10 e i 18àƒâ€šà‚°C. Si provvede al relativo imbottigliamento solo nel momento della contestuale commercializzazione.
In questa situazione ottimale la qualità   del prodotto è eccellente, con una bassissima acidità  , un gusto decisamente unico e pronto ad essere testato da solo (àƒ¢à¢â€š¬à‚¦come tradizione insegna!!) su di una buona fetta di pane casereccia, mantenendo le sue caratteristiche per circa 24 mesi.
Gli stessi portali, ovviamente, non disdegnano l'offerta di oli opportunamente aromatizzati, quali l'olio diavola al peperoncino, o olio santo (come si definiva una volta), da riservare per particolari usi originali in cucina: si usa, infatti, per condire spaghetti, insalate, legumi e frutti di mare. Anche in tal caso, ovviamente, l'importante è che la materia prima utilizzata sia un buon olio italiano e peperoncino tipico calabrese.

Tradizioni popolari di un tempo: la sagra del suino in Calabria. »

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sagra del suino

La bontà   dei salumi calabresi: naturalezza, artigianalità   e rispetto dei canoni di produzione.

Senza ombra di dubbio la sagra dei suini rappresenta uno delle occasioni piè importanti nella produzione dei salumi calabresi, ricercatezze annoverate di buon grado tra i piè rinomati prodotti tipici calabresi.

In questa regione, ancora una volta, è la saggezza popolare che riesce a godere a pieno dei vantaggi derivati dalla macellazione del suino. E' il popolo che lo alleva, perchà © il maiale non ha bisogno di cure particolari, è prolifico, è un grande trasformatore di alimenti, anche i piè poveri. Si alimenta facilmente, visto che si nutre (àƒ¢à¢â€š¬à‚¦.molto economicamente e naturalmente)) con i residui del pasto quotidiano, integrando eventualmente il tutto con ghiande, castagne, ecc., facilmente reperibili in una regione a particolare vocazione agricola, quale è quella calabrese.

Il periodo migliore per la sagra dei suini è, in particolare, quello a cavallo del periodo natalizio, allorquando la rigidità   atmosferica (freddo secco e pungente) favorisce appieno tale “tradizione”, evitandosi il proliferare di eventuali inconvenienti e compromissioni di natura igienica, legate a temperature piè elevate.

Tale evento, per i bambini, è mille volte piè importante che andare a scuola; e, parimenti, è essenziale per le famiglie in genere, visto che si provvede a far provvista di tanto bendidio, utile ed opportuno per l'economia domestica di un intero anno . E' una giornata di festa , di allegria e soprattutto un giorno d’abbondanza, che coinvolge, a turno, interi vicinati o rioni: vicendevolmente, ognuno contribuisce all'evento di questa o quella famiglia (partecipando nell'intenso lavoro che questa tradizione comporta) e, parimenti, potendo contare sull'ausilio di tutti gli altri allorquando arriva il turno del proprio o dei propri animali da portare alla mattanza.

Già   nel corso della stessa giornata si inizia a festeggiare e pasteggiare, consumando le parti piè deperibili e/o che non è il caso di conservare oltremodo, o giusto per “saggiare” la qualità   delle carni appena macellate, accompagnando ed irrorando il tutto con un buon e corposo vino calabrese. Rispondendo appieno ai principi della economia domestica calabrese (povera!!), secondo la quale “del maiale non si butta via nulla”, quasi tutto il macellato viene utilizzato a vario titolo: financo le ossa, bollite sì da sfruttarne fino all'ultimo il relativo sapore, utilizzando il preparato che ne deriva per gelatine varie; e, in tempi non molto lontani, anche il sangue, per il sanguinaccio, una sorta di crema dolce e spalmabile, che veniva integrata, nella sua preparazione, con noci, pinoli, uva passa e (àƒ¢à¢â€š¬à‚¦perchà © no) cioccolato in pezzi.

salumi calabresi

La naturalezza degli ingredienti utilizzati nelle varie fasi di lavorazione,la produzione di tipo artigianale e casalinga, il pieno rispetto dei tradizionali canoni della cucina tipica calabrese contraddistinguono in maniera inequivocabile ed unico questi ineguagliabili salumi calabresi. Terminata, infatti, la preparazione di salsicce, soppressate, capicollo, pancette e nduje spalmabili, come da tradizione vengono messi, per buona parte, a stagionare naturalmente, senza, cioè, l'ausilio di essiccatori meccanici o altro, e (àƒ¢à¢â€š¬à‚¦in alcuni casi, come si usava un tempo non molto lontano) riposti in appositi contenitori di terracotta (i tarzaruli) con olio o grasso.

Nelle tecniche piè moderne ci si avvale, invece, delle macchine per il sottovuoto, che garantiscono parimenti una buona tenuta, anche in termini di genuinità  , del prodotto, consentendone la conservazione per diversi mesi.

Sulla rete operano siti di commercio elettronico di prodotti tipici calabresi, i quali propongono, proprio nei mesi successivi al periodo di stagionatura, i salumi “a puntino”, invogliandone l'acquisto con opportune promozioni e tagli prezzo. In particolare, per la nduja spalmabile, vengono ulteriormente suggerite, nella relativa scheda prodotto, opportune originali ricette e consigli d'uso, giusto per dimostrarne la sua versatilità   in cucina, uscendo dal suo utilizzo piè noto e scontato, spalmata su fette di pane o crostini, per farne gustosi, stuzzicanti ed originali antipasti.

Ovviamente, anche nella produzione dei salumi non puè mancare la gradita partecipazione di sua maestà   “il Peperoncino Calabrese”, che naturalmente ricopre e svolge egregiamente la sua parte nelle varie versioni piccanti delle referenze, apportandovi il suo magico tocco in piè in termini di sapore e squisitezza.

Nduja calabrese: altro che il solito salame. »

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nduja calabrese

Cosa è, dove trovarla, come utilizzare al meglio questa unicità   calabrese.

La nduja è la bandiera dei salumi Calabresi, senza dubbio uno dei piè originali, piè sanguigni, piè accesi, focosi e irresistibili dei prodotti tipici calabresi. Forte e decisa, ma al tempo stesso carezzevole, la nduja Calabra, insaccata a mano in budello naturale, è preparata con un trito finissimo di carni scelte di suino sapientemente aromatizzate. Colpisce per il caratteristico profumo di peperoncino ed il colore rosso acceso. Il sapore è dapprima dolcissimo e poi esplode in tutta la forza del peperoncino calabrese. Parla del Meridione d'Italia e dà   allegria, passione e buonumore. Si tratta di un prodotto davvero gustoso, forte e piccante ma allo stesso tempo delicato. In tale “concerto di sapori” il peperoncino bilancia perfettamente la parte grassa.
Secondo antica ricetta, viene fatta con frattaglie e parti grasse del maiale, impastate con il peperoncino (àƒ¢à¢â€š¬à‚¦molto!), insaccate, fatte affumicare in un primo momento e poi stagionate.

Risponde appieno ai principi della economia domestica calabrese (povera!!), secondo la quale “del maiale non si butta via nulla”.A differenza degli altri salumi tipici calabresi, compatti e solidi per via della loro stagionatura, la nduja mantiene nel tempo il suo carattere “morbido” per consentirne il suo uso spalmabile

Le ipotesi sull'origine del nome “àƒ¢à¢â€š¬à‹Å“nduja” sono molte: probabilmente deriva dal francese “andouille”, (salsiccia), e potrebbe essere stata importata nel periodo della dominazione napoleonica nel Regno di Napoli, di cui la Calabria faceva parte. I calabresi l'hanno ovviamente reinterpretata e personalizzata, aggiungendo l'ingrediente piè importante della loro gastronomia, il peperoncino.

E’ quasi superfluo sottolineare come la nduja, grazie al gusto squisito e al piccante dovuto a tanto peperoncino calabrese (scherzosamente detto “il viagra calabrese”), viene da alcuni considerata afrodisiaca. Si puo’ anche essere scettici al riguardo, ma sicuramente la nduja ha benefici effetti sul sistema cardiocircolatorio.

Certo, la distribuzione di tipo ordinaria (tradizionale o moderna che sia), volta alla ricerca di referenza che facciano “volume” a discapito del “sapore” non sempre dispone di questa ghiottoneria culinaria, dunque non sempre c'è la possibilità   di deliziarsene “liberamente ed a piacimento”; per cui occorre sovente far capo alla rete, ricorrendo ad affidabili siti di commercio elettronico ,i quali offrono un prodotto certificato e dalle eccellenti qualità   , offerto sia nella specifica in budello naturale (che è quella di cui alla tradizionale preparazione calabrese) ovvero in vasetto.

Qualunque sia la modalità   di acquisto, l' importante è che si tratti di un referenza “tassativamente” prodotta in Calabria, secondo specifica di tipo artigianale, preferibilmente nei mesi invernali, allorquando è di consuetudine per i calabresi macellare il maiale (si tratta di vere e proprie sagre di vicinato), utilizzando solo carne di suini allevati localmente secondo le antiche tecniche di alimentazione, e peperoncino tipico calabrese.

Riguardo all'uso della nduja, si parte da quello piè scontato, ovvero spalmata su fette di pane o crostini, per farne gustosi, stuzzicanti ed originali antipasti; ad usi molto piè complessi e/o sofisticati.
A tal proposito questi stessi portali di commercio elettronico, infatti, offrono nelle scheda prodotto innumerevoli soluzioni a riguardo, per deliziarsi in modo veramente diverso, ovvero sorprendere con originalità   i propri commensali: in ciè la nduja dimostra tutta la sua versatilità   in cucina. Un motivo in piè per il quale la nduja è stata introdotta fra i prodotti dell’Arca del Gusto di Slow Food, progetto nato per il recupero e la salvaguardia di piccole produzioni di eccellenza gastronomica minacciate dall’agricoltura industriale, dal degrado ambientale, dall’omologazione.

Acciacchi e fastidi di stagione: combattiamoli con metodi naturali. »

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fastidi di stagione

Una valida alternativa ai farmaci, per far fronte ai disturbi dovuti alle basse temperature.

Con la stagione invernale, ed in particolare da gennaio in poi, siamo naturalmente soggetti a tutti quei fastidi che ci riserva, puntualmente, la stagione fredda. Ambienti chiusi, umidità  , e quant'altro sono naturali alleati nel favorire, soggiogandoci inesorabilmente e puntualmente ogni anno, influenze, raffreddori, ecc.

Sulla rete operano siti di e.commerce i quali, nel loro assortimento di prodotti tipici, hanno inserito referenze che partono da elementi assolutamente naturali, quali la Propoli ed il Miele (quello calabrese all'eucalipto, in particolare), per offrire agli internauti composti veramente efficaci a tal proposito.
La propoli, infatti, rappresenta un antibiotico naturale che protegge dai molti microrganismi che si possono incontrare durante le stagioni fredde. Il nome Propoli deriva dal greco “PROPOLIS” che tradotto letteralmente significa “davanti alla città  ” infatti questo prodotto viene usato dalle api per erigere un muro di difesa immediatamente dietro l’ ingresso dell’ alveare ciè allo scopo di evitare che indesiderati intrusi ( insetti , piccoli roditori ecc. ) entrino nell’ arnia.
Viene anche usato dalle api come “cemento mastice” per richiudere le fessure che si creano nell’ alveare, per verniciare le pareti interne dell’ arnia e per disinfettare gli alveoli e le celle reali.
Raccolta dalle api su gemme foglie e dalla corteccia degli alberi, è quindi essenzialmente una resina dalla caratteristica consistenza gommosa e dall’ odore aromatico balsamico; a questa miscela resinosa le api aggiungono la secrezione di loro ghiandole ed anche polline e cera.
Le sue proprietà   erano conosciute già   dagli antichi egizi che la usavano per imbalsamare le loro mummie. Famosi filosofi come Plinio e Aristotele la consideravano come un eccezionale rimedio per le malattie delle pelle quali piaghe e suppurazioni.
Sembra inoltre che il segreto della famosa Stradivari e dai violini fabbricati dai maestri liutai italiani del XVII secolo sia in una particolare vernice a base di Propoli con cui erano ricoperti questi strumenti.
La sua composizione è, da un’ analisi media di vari campioni, la seguente: Resine e balsami 50%, cere 30%, oli essenziali ( a cui sarebbero dovute le proprietà   anestetiche della Propoli) 10%, pollini 5%, minerali diversi 5. Dall’ analisi chimica frazionata la Propoli risulta ricca di flavonoidi, sostanze di grande interesse per gli studiosi per le loro proprietà   antimicrobiche, antinfiammatorie e di potenziamento dell’ attività   dell’ acido ascorbico ( vitamina C ) .
La Propoli è stata da sempre usata nella medicina popolare come antibatterico, disinfettante, anestetizzante per ferite, piaghe, ulcere, ecc., l’ avvento dei moderni farmaci a base chimica ha messo da parte insieme alla medicina naturale anche la Propoli. Solo negli ultimi anni si sono riscoperte le proprietà   di questo eccezionale prodotto dell’ alveare: la Propoli è stata ed è tuttora oggetto di approfonditi studi e continue applicazioni pratiche, che hanno portato a conclusioni sorprendenti: la Propoli puè senza dubbio essere considerata un antibiotico naturale, le sue proprietà   battericide ed antivirali esplicano un’ azione antimicrobiotica veramente efficace,combatte le affezioni provocate da numerosi germi patogeni, tutto questo senza provocare nessuno degli effetti collaterali così frequenti nei moderni farmaci. In particolare vorremmo di seguito ricordare alcuni disturbi da cui è scientificamente provato si puè trarre vantaggio con l’ uso costante della propoli: Eczemi e ulcere della pelle ( acne, verruche, duroni, formicolii, ecc. ), tonsilliti, gengiviti, stomatiti, ascessi, Afte per modificazione della flora della cavità   orale a seguito di terapia di antibiotici, Sinusiti, Influenze, Raffreddori, Riniti, Perturbazioni della flora Intestinale a causa di antibioticoterapia.
Del miele sono piè che conosciuti i notevoli effetti benefici che esso svolge sulle vie respiratorie in particolare, per le sue proprietà   emollienti e decongestionanti. E sul benessere della persona in generale, sui muscoli(aumento della potenza fisica e della resistenza),sul cuore (azione cardiotropa),sul fegato( protezione e disintossicazione),sull'apparato digerente (specifica funzione stimolante e regolatrice),sui reni (azione diuretica) e sul sangue (apporto antianemico e fissazione del calcio-magnesio).
Lo sciroppo così proposto è arricchito di preziosi oli essenziali (infusi di erbe) con azione balsamica ,dà   un immediato sollievo alla gola e al naso chiuso ed è indicato in caso di tosse e malattie da raffreddamento. Utile ai fumatori che sicuramente avranno ammorbidita e calmata la fastidiosa tosse secca spesso presente e legata al vizio del fumo.

Arance calabresi: bontà + salute certificate!! »

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arance calabria

Dalla terra delle clementine (Piana di Sibari) un altro eccellente agrume: le arance calabresi.

Le arance, come tutti gli agrumi, arrivarono nel continente europeo piè di 2000 anni fa. La mitologia racconta che erano custoditi nel meraviglioso giardino delle Esperidi, nella parte occidentale del mondo allora conosciuto, e furono portati via da Ercole, che compì la sua undicesima fatica, dopo aver ucciso il drago messo lì da Giunone a guardia dei dorati pomi.
Invece la terra di origine degli agrumi è l’oriente e le prime notizie, nel mondo greco/latino, ci arrivano da Teofrasto di Ereso nel IV secolo a. C. Furono gli arabi, intorno al X secolo, a dare nuovo impulso alla loro coltivazione, per uso medico e culinario. Infatti il termine “arancio,” in Italia, fu introdotto proprio dagli arabi e fu subito adottato dal lessico popolare. Queste arance perè non erano quelle dolci, ma quelle amare. Le dolci furono introdotte dai portoghesi, portate dalla Cina e, per non confonderle con le altre, le chiamavano “arance del portogallo”, termine ancora oggi in uso nel dialetto meridionale.
Oggi la Calabria, insieme alla Sicilia, rappresenta il maggior produttore di arance in Italia con 636.476 tonnellate (31% del totale nazionale)
Dal punto di vista qualitativo questo prodotto trova in Calabria, e nella terra delle clementine della Piana di Sibari, ideali condizioni nella fertilità   del terreno e nel clima che, dunque, costituiscono il vero segreto della unicità   qualitativa delle arance di queste terre, caratterizzandosi come uno dei migliori prodotti tipici calabresi
Forma rotonda molto consistente (diametro medio 35/40 cm), buccia piè o meno spessa, la parte esterna è ricca di ghiandole contenenti olio essenziale; la parte interna, bianca e spugnosa, è detta albedo o midollo; la polpa è formata da spicchi il cui numero varia da 5 a 12. Essa è composta da cellule ingrossate a forma di un piccolo otre allungato a punta contenenti un succo acquoso piè o meno dolce-acidulo, colorato e profumato.
Uso gastronomico. Fresco tal quale, spremuto, per fare marmellate, liquori, canditi, dolci, piatti tradizionali, confetture, caramelle, bibite, gelati, per l’industria farmaceutica e cosmetica, sono questi gli usi piè conosciuti.
Ma vi suggeriamo una vera “chicca d'uso”, originale della Piana di Sibari in particolare.
L'INSALATA DI ARANCE Pelare a vivo il frutto e affettarlo. Salare, condire con un giro di olio e del pepe nero macinato Volendo si possono aggiungere anche delle olive nere al forno.

La gastronomia calabrese, propone invero anche alcune originali “variazioni sul tema”: come ad esempio la confettura di arance piccante, vera unicità   culinaria da utilizzare per singolari antipasti, su crostini, tortine, pane arrostito, formaggi in genere. Oppure per dare un tocco di originalità   alle scaloppine di vitello, pollo o sulle carni lesse in genere (si pone,in tali casi, il prodotto a fine cottura). O mista con la ricotta, per guarnire salatini e pizzette da antipasto. O infine nell’uso dolciario, connotando il preparato di un sapore piè “deciso”: crostate, torte, bocconotti ed altre delizie.

Le arance sono anche una fonte significativa di acido folico e tiamina. I flavonoidi presenti nelle arance hanno potere terapeutico contro le allergie ed altre malattie infiammatorie. La tangeritina previene l’invasione dei tessuti da parte delle cellule cancerogene. La pectina è la piè preziosa componente della fibra alimentare delle arance. Essa crea un appagante sensazione di sazietà   ed è per questo che è adatta a chi pratica diete dimagranti o a chi vuole mantenere la propria linea con intelligenza, specie dopo le abbondanti scorpacciate delle festività   natalizie. La pectina, inoltre, riesce a catturare gli acidi biliari intestinali, contribuendo a tenere al giusto livello il tasso di colesterolo nel sangue. In definitiva, tutti i componenti delle arance esplicano un’azione benefica per l’organismo umano.

Anche per tale referenza il problema della filiera e del costo di trasporto è stato notevolmente risolto da www.saporidellasibaritide.it, il quale ha notevolmente accorciato il relativo iter, mediante un rapporto di intermediazione minimo: si è provveduto,cioè, a creare quasi un filo diretto produttore/consumatore mediato al minimo negli scambi, con conseguente abbattimento dei relativi costi. Tale portale, infatti, si rifornisce durante l'ottimale periodo di produzione (novembre/marzo) direttamente da agrumicoltori del luogo, ed in breve tempo consegna al consumatore finale. Nessun problema, poi, per la relativa conservazione del prodotto, visto che (àƒ¢à¢â€š¬à‚¦se l'agrume è veramente fresco!!) non abbisogna di conservazione in frigo, ma puè comodamente esser mantenuto sul balcone di casa: tanto, le temperature del periodo lo consentono!!

Pensiamoci in tempo utile, evitando lo stress dell'ultimo minuto: i regali natalizi. »

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confezioni regalo gastronomia

Ogni anno ci ritroviamo in casa, al termine delle feste di fine anno, con tanti di quei panettoni da doverceli (giocoforza) “rimpinzare” durante la prima colazione per piè e piè tempo, o innumerevoli bottiglie di liquori, spumanti e champagne da poter comodamente allestire un bar, o far invidia alla piè assortita bottiglieria: tutti ricevuti in dono durante il trascorso Natale.

Ma in realtà  , cosa avremmo preferito, noi, ricevere come vero pensiero gradito?? In fin dei conti si tratta delle medesime esigenze che sentono amici e parenti ai quali dedicheremo la nostra attenzione in occasione del prossimo Natale.

Stretti dalla attuale contingenza economica, durante l'anno, ci siamo spesso privati di sciccherie e golosità   varie, ma almeno nel mese di dicembre vorremmo concederci qualche trasgressivo “peccato di gola”.

Dunque, ben graditi sarebbero confezioni regalo di enogastronomia, magari realizzati con prodotti tipici calabresi, che è possibile commissionare presso siti e.commerce proprio di quelle zone: una scelta calibrata a seconda delle nostre esigenze di spese e/o di assortimento con varie delizie al peperoncino (patè o sottoli vari), salumi tipici, marmellatine accattivanti e qualche sfiziosità   ulteriore, “scovata” tra le delizie tipiche del natale calabrese.

Se poi c'è da inviarli a qualcuno direttamente, nessun problema: questi siti provvedono al caso specifico. Li confezionano a modo (cellophanandoli con toni natalizi), vi annettono un augurale biglietto strutturato per l'occasione, garantendo il necessario ed opportuno servizio per la buona riuscita della consegna (track e monitoraggi vari). Essenziale sarà   fornire, con dovizia di particolari, i recapiti dei destinatari (indirizzo, telefono e quant'altro)

L'importante è che le nostre scelte colgano veramente nel segno, con prodotti di buona qualità   e levatura (che i sottoli, ad esempio, siano in ottimo olio di oliva, o che le marmellate abbiano un contenuto di frutta ottimale), dalla genuinità   garantita (etichette e certificazioni varie la faranno da padrona), e che rappresentino delle vere “sciccherie” (originali e non facilmente reperibili nella grande e/o tradizionale distribuzione).

L'effetto sarà   di sicuro impatto; se poi ciè comporta qualche rinuncia in piè alle nostre spese dei successivi mesi, poco male: saremo perè sicuri di aver davvero colpito nel segno !!

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