Edizione di: Venerdi, 3 settembre 2010 ore 14:04 @628

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SICUREZZA E RONDE

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La nuova legge sulla sicurezza. Le ronde: tanto rumore per nulla.

Da cittadini modello a rondisti: tutto per una canotta fosforescente.

Nel provvedimento sulla sicurezza trovano posto le ronde, fortemente volute dalla Lega: associazioni di cittadini potranno segnalare alle forze dell’ordine situazioni di disagio sociale o di pericolo. Saranno iscritte in elenchi, non potranno essere armate e prioritariamente dovranno essere formate da ex agenti.

Arriva l’identikit del “rondista”: è quanto contenuto nella bozza del regolamento attuativo del Viminale. Chi ha a cuore la sicurezza dei cittadini e vorrà   far parte delle ronde dovrà   avere non meno di 25 anni, godere di buona salute fisica e mentale, nessuna dipendenza da droga o alcol, non aver avuto denunce o condanne per delitti non colposi, non aver aderito a movimenti o associazioni o gruppi organizzati. Solo chi rispetterà   questi canoni potrà   diventare “osservatore volontario”‘, come stabilisce la bozza del ministero dell’Interno.

Certo che chi non si ritrova nell'essere rondista, inquadrato e canottato, puè certamente continuare a fare il cittadino modello. Le sue armi sono gli artt. 333 e 383 del codice di procedura penale. Ogni cittadino, solo o in compagnia, che ha notizia di un reato perseguibile d'ufficio, puè fare denuncia agli organi di polizia giudiziaria e, quando il reato è grave, è, addirittura, autorizzato a procedere all'arresto in flagranza.

Ma perchà © si ha necessità   dell'intervento del cittadino, modello o rondista, per la sicurezza comune?

Per quanto riguarda gli orari di lavoro delle forze di polizia, il dpr 11 settembre 2007, n. 170, prevede il turno di lavoro: 36 ore settimanali. Sono molto di meno, se si considera che per ogni giorno vi è la fase montante e la fase smontante dal servizio. E' un tempo morto, perchà © inibisce ogni intervento.

Per quanto riguarda le forze di polizia sul campo: hanno piè compiti e mansioni ed organico insufficiente. Svolgono mansioni di polizia giudiziaria, di polizia amministrativa, di polizia di pubblica sicurezza. Molto spesso si distraggono i compiti principali per mansioni meno importanti, quale puè essere la scorta ai vip, ai politici e alle istituzioni di secondo livello.

Ma non è solo questo che inibisce la percezione di sicurezza dei cittadini, alla faccia della obbligatorietà   dell'azione penale previsto dall'art. 112 della Costituzione.

Le denunce e le querele che vengono presentate, di cui molte non hanno addirittura iscrizione a ruolo, perdendosi nei meandri degli uffici, sono prima filtrate dalle forze di polizia, con un intervento disincentivante di convincimento dell’inopportunità   della denuncia o dell'infondatezza del reato, poi ricevono il vaglio del Pubblico Ministero di turno, che li iscrive al modello che piè li aggrada: modello 21 (notizie di reato di persona nota), 44 (notizie di reato di persone ignote) e 45 (notizie non costituenti fatti di reato). Per cui sarà   secondo sua arbitraria percezione far subire un processo ad un fatto denunciato.

Quanto detto è suffragato dai dati del Ministero della Giustizia. Dalle statistiche pubblicate per distretto sul sito del Ministero della Giustizia, si nota che a fronte di decine di migliaia di denunce solo il 13 % hanno un definizione. Per poche di queste, poi, consegue effettiva condanna.

Va da sà © che il cittadino, sfiduciato, denuncia solo il 70% dei reati e nonostante ciè ci sono 3 milioni di reati all'anno, 333 all'ora, 5 ogni 100 abitanti.

Certo non ristora la sete di sicurezza e giustizia il sapere che le carceri traboccano di detenuti, quasi tutti extracomunitari, se poi la maggior parte di loro è innocente: vuoi perchè non condannati con sentenza definitiva, vuoi perchè non hanno avuto adeguata difesa a causa della loro indigenza.

Che i politici e i media parlino meno di canotte e piè di impunità  , meno mostri sbattuti in prima pagina e piè colpevoli in carcere, forse così vale la pena essere un cittadino modello.

Grazie dell'attenzione.

Presidente Dr Antonio Giangrande àƒ¢à¢â€š¬à¢â‚¬Å“ ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE

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www.controtuttelemafie.it

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