Edizione di: Venerdi, 3 settembre 2010 ore 14:37 @651

Elezioni regionali, De Pierro punta il dito sul Pd »

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Il presidente dell’Italia dei Diritti: â€œàˆ suonata l’ora del risveglio da un torpore durato troppo a lungo che sta disegnando scenari apocalittici al nostro orizzonte”

Roma – “Quello che ci hanno restituito le urne è un risultato da analizzare con grande attenzione sia per quanto concerne gli aspetti positivi che quelli negativi.

àˆ chiaro che il Pd, che ancora riesce a intercettare consensi considerevoli, debba far capire da che parte sta. àˆ proprio questa la fetta di rappresentanza partitica che, con la sua opposizione vacanziera, ci ha regalato la deleteria piaga del berlusconismo, non intesa come legata alla figura del premier in se ma a concetti secondo cui alcuni comportamenti deprecabili sono leciti, e dipingendo come demonio chi invece li persegue e li reprime.” Queste le prime parole a caldo che il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro esprime in merito all’esito delle ultime elezioni regionali. “Sono tante le responsabilità  del partito di Bersani in questi risultati che purtroppo aprono scenari apocalittici al nostro orizzonte – continua De Pierro –. Fortunatamente il successo di alcuni validi e coraggiosi politici come Nichi Vendola ha limitato le dimensioni della disfatta, ma è chiaro a tutte le persone di buon senso che bisogna cambiare rotta prima che sia troppo tardi per non giungere al punto di non ritorno, costruito sull’illecito e che possa addirittura confondersi con condotte moralmente impeccabili. àˆ suonata l’ora del risveglio da un torpore durato troppo a lungo – tuona ancora il leader del movimento a tutela dei diritti dei cittadini –, bisogna contrastare l’invasione mediatica e l’agitazione sconsiderata e irresponsabile dello scettro del potere da parte di chi attualmente ci governa. Il Pd dovrebbe fare un po’ di pulizia al suo interno per cercare di mettere in campo forze limpide e scevre da qualsiasi ombra o macchia per fare crescere nuovamente fiducia in una fetta di popolazione disillusa e che ormai non si sente piè rappresentata. L’astenzionismo registratosi presso i seggi ne è la prova piè evidente e concreta. Quest’opera di rinnovo mi sembra l’unico modo – continua De Pierro – per scongiurare il pericolo, da sempre sottovalutato ma che è un dato di fatto maledettamente reale, rappresentato dal periglioso avanzamento della Lega Nord, con la sua cultura xenofoba, omofoba nonchà© secessionista anche se convenientemente ammorbidita in federalista. Non dobbiamo poi sottovalutare in merito alla crisi del Pd – conclude De Pierro –, il grande successo fatto registrare dalle liste del comico Beppe Grillo che poteva indubbiamente essere coinvolto in una schieramento compatto e vincente piuttosto che essere snobbato e che ha dimostrato di essere determinante specialmente in Piemonte. Non rinuncerè mai ad insistere sul grande errore che ha contraddetto in maniera eclatante l’aggettivo che identifica il Partito Democratico, quando solo per paura, fu rifiutata l’iscrizione e la candidatura del comico genovese con una decisione che con la democrazia aveva ben poco a che vedere”.

De Pierro dichiara guerra ai manifesti abusivi »

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Il presidente dell’Italia dei Diritti dà  il via a una task force di volontari contro le affissioni elettorali irregolari: “Basta con questo scempio”

Roma – “Una consuetudine che si ripete puntualmente a ogni tornata elettorale e che ha raggiunto livelli ormai decisamente vergognosi”. Così Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, commenta le affissioni abusive di cui strabordano le città  in tempi di elezioni. Uno scempio urbanistico e ambientale a cui il movimento nazionale intende dare battaglia, come dichiarato dallo stesso De Pierro: “Le città  â€“ spiega – sono invase dalle facce di politici, politicanti e aspiranti tali che non si curano del decoro urbano, contribuendo in maniera scriteriata ad aumentare il livello di degrado ambientale. Si è ormai giunti quasi a un punto di non ritorno, dacchà© anche chi in teoria vorrebbe rispettare le regole è costretto a violarle per non soccombere alla spregiudicatezza di chi se ne infischia e pensa semplicemente al proprio tornaconto in termini di visibilità . Negli scorsi anni il centrodestra anzichà© frenare con leggi piè severe un costume così socialmente degenerativo, si è addirittura preoccupato di garantire la non punibilità  di questi pirati dell’ambiente. E’ una vergogna di fronte a cui noi dell’Italia dei Diritti non riusciamo a rimanere inerti”.

L’Italia dei Diritti intende lanciare un pubblico appello alle istituzioni, affinchà© intervengano duramente per reprimere tale fenomeno e, contestualmente, dichiara guerra ai manifesti abusivi con un’iniziativa partita dallo stesso presidente De Pierro: “Sappiamo che le nostre sono parole al vento – spiega – perchà© la politica difficilmente toccherà  i propri interessi e poco importa se per ripulire le città  si spenderà  un’enorme quantità  di soldi pubblici. Per questo abbiamo organizzato una task force di volontari che hanno cominciato a staccare tutti i manifesti abusivi individuati. Chiunque voglia attivarsi per nostro conto potrà  contattare i nostri uffici. Mi auguro che i cittadini nelle urne sapranno valutare anche questi elementi, che sono manifestazione di sprezzo delle leggi vigenti e di conseguente perdita di fiducia nelle istituzioni”, conclude De Pierro, che invita tutti a una riflessione: “Come mai vengono spese cifre faraoniche nella speranza di venire eletti se poi gli introiti istituzionali derivanti sono enormemente inferiori?”.

Abolizione per legge dell'IdV, De Pierro contro Giovane Italia »

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Il presidente dell'Italia dei Diritti replica alla proposta-choc dei giovani del PdL di Treviso: “Se tolleriamo un partito come quello di Bossi addirittura al governo, dove occupa quelle poltrone tanto demonizzate al grido di àƒ¢à¢â€š¬à‹Å“Roma ladrona', allora non vedo come si possa chiedere l'abolizione di altri partiti democratici”

Roma àƒ¢à¢â€š¬à¢â‚¬Å“ “Ci vuole una bella faccia tosta da parte della Giovane Italia di Treviso a lanciare proposte del genere, questo sempre se la proposta sia stata avanzata seriamente”.

àƒÆ’à‹â€  uno dei passaggi chiave del commento pronunciato da Antonello De Pierro, presidente dell'Italia dei Diritti, in merito all'iniziativa alquanto singolare e provocatoria promossa dalla Giovane Italia di Treviso, il movimento giovanile del Popolo della Libertà  : abolire per legge quei partiti e quei personaggi pubblici che, a loro dire, inneggiano all'odio verso il premier Silvio Berlusconi. I giovani pidiellini puntano naturalmente il dito contro l'Italia dei Valori e Antonio Di Pietro, contro Rifondazione comunista, Marco Travaglio e Michele Santoro, rei con le loro accuse di aver istigato la violenza contro il Cavaliere.

Se, invece, si tratta solo di una manovra pubblicitaria per ottenere un pizzico di visibilità  , allora ci facciamo una risata, anche se ai promotori vanno i complimenti per aver ottenuto il loro scopo. Ma, partendo dal presupposto di seriosità   dell'iniziativa, la cosa mi preoccupa non poco. Nascendo poi il tutto in una provincia dove il PdL coesiste in alleanza con la Lega Nord, molto rappresentativa, la proposta assume i contorni del paradosso

Poi, il massimo esponente dell'Italia dei Diritti rincara la dose sulla Lega Nord: “Stiamo parlando di un partito che da sempre inneggia al razzismo, all'omofobia e, quindi, all'odio verso persone considerate, secondo il loro pensiero distorto, àƒ¢à¢â€š¬à‹Å“diverse'. Non dimentichiamo, per ultimi, i cori di Matteo Salvini contro i napoletani e le sempre forti e discutibili frasi pronunciate dal vicesindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini. E se odio genera inevitabilmente violenza, per quanto riguarda la Lega l'equazione è stata da sempre esplicitata da frasi che non lasciano spazio a dubbi di sorta, su tutte vorrei ricordare le seguenti àƒ¢à¢â€š¬à‹Å“Il tricolore lo uso per pulirmi il culo', àƒ¢à¢â€š¬à‹Å“Imbracceremo i fucili per fermare i romani', àƒ¢à¢â€š¬à‹Å“Pulizia etnica contro i culattoni'. Perciè àƒ¢à¢â€š¬à¢â‚¬Å“ prosegue deciso De Pierro àƒ¢à¢â€š¬à¢â‚¬Å“ se tolleriamo, seppur a mio parere in maniera indecorosa, un partito come quello di Bossi addirittura al governo, dove occupa quelle poltrone tanto demonizzate al grido di àƒ¢à¢â€š¬à‹Å“Roma ladrona', ma che poi diventano molto comode per le terga padane, allora non vedo come si possa chiedere l'abolizione di altri partiti democratici”.

Quanto all'aggressione di cui il presidente del Consiglio è stato vittima domenica sera, Antonello De Pierro, nel rinnovare la sua ferma condanna verso il gesto di Massimo Tartaglia, osserva: “In questi giorni avevo deciso di non parlare della campagna di odio, spesso alimentata da Berlusconi, contro fondamentali organi istituzionali, ma in questa occasione non posso astenermi. Al contrario dei leghisti non posso affermare che il premier abbia mai istigato esplicitamente alla violenza, tuttavia non si puè certamente negare che abbia usato espressioni forti contro la magistratura, contro il Capo dello Stato, contro la Consulta, contro chiunque abbia cercato di svolgere il proprio dovere istituzionale nel migliore dei modi, anche se spesso ciè era inviso al premier, e persino contro gli stessi cittadini italiani che politicamente la pensano diversamente da lui, basti ricordare quando definì àƒ¢à¢â€š¬à‹Å“coglioni' gli elettori della sinistra. Quindi, il mio invito è a stemperare i toni, a riportare la contesa nei confini del leale confronto democratico e a rispettare gli organi di garanzia previsti dalla Costituzione. Chiedere la soppressione per legge dell'Italia dei Valori equivale a dire àƒ¢à¢â€š¬à‹Å“aboliamo chi in Parlamento cerca spesso invano di affermare i principi di legalità   e giustizia'. Chiedere, invece, di procedere duramente contro professionisti come Santoro e Travaglio significa avere un concetto autoritario del giornalismo, volto al controllo totale dell'informazione, come già   avviene in larga parte. In un paese democratico è l'informazione che controlla la politica e non viceversa, e Santoro e Travaglio, insieme ad altri pochi, stanno svolgendo semplicemente il loro mestiere di giornalisti, in un scenario desolante di servi della comunicazione mistificata genuflessi al potere”.

In chiusura del suo intervento il numero uno dell'Italia dei Diritti si dice d'accordo con il provvedimento di segnalare quei siti web che inneggiano alla violenza e all'odio, ma chiarisce: “Sono d'accordo con questa iniziativa, perè mi suscita qualche perplessità   che tali ferme prese di posizione siano emerse solo ora, mentre la presenza di gruppi facinorosi su Facebook si verifica da tempo. Mi chiedo come mai tali saldi principi non siano stati espressi per i gruppi pro-Totè Riina, per quelli che decantano la mafia o altre forme di criminalità  ”.

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