Edizione di: Venerdi, 3 settembre 2010 ore 14:30 @645

A Roma Italia dei Diritti parte civile in eventuale processo a Zaccai »

Ascolta con webReader

Il presidente del movimento Antonello De Pierro: “Elettorato politicamente leso”

Roma – “Nel caso il Gip dovesse rinviare Pier Paolo Zaccai a giudizio, la sezione provinciale romana dell’Italia dei Diritti si costituirà parte civile in quanto rappresentanza di un elettorato politicamente leso”.
Con queste parole Antonello De Pierro, presidente del movimento nazionale, annuncia una clamorosa azione nell’ambito dello scandalo sul consigliere provinciale del Pdl ricoverato poche notti fa presso l’ospedale Grassi di Ostia a seguito di un festino a base di sesso con transessuali e cocaina. “Al di là dei gusti personali di Zaccai, su cui non voglio entrare in merito, dacché sulle frequentazioni private del singolo cittadino, sia esso un politico o meno, nessuno può arrogarsi il diritto di esprimere giudizi – ha spiegato De Pierro –, ciò che mi sconvolge è l’allargamento a macchia d’olio dell’uso di cocaina nel mondo politico e istituzionale. Non è ammissibile che i rappresentanti delle istituzioni diano un esempio così sbagliato, non solo per l’uso in quanto tale di cocaina, ma soprattutto per il fatto che l’eventuale acquisto di polvere bianca, sia esso diretto o indiretto, alimenta l’attività criminale e il mercato a essa associato. Per quanto detto – conclude De Pierro – intendiamo portare avanti la proposta di prevedere test obbligatori antidroga per i politici e per tutte le categorie professionali che svolgono un importante ruolo sociale”.

Coca e trans per il consigliere del Pdl Zaccai, il commento di De Pierro »

Ascolta con webReader

Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Lo scandalo sul comportamento sessuale non deve far passare in secondo piano il grave problema legato all’uso di cocaina tra politici, per cui chiediamo test obbligatori”

Roma – L’opinione pubblica è attonita di fronte al recente episodio che ha coinvolto il consigliere del Pdl della Provincia di Roma, Pier Paolo Zaccai, ricoverato in stato confusionale presso l’ospedale Grassi di Ostia, dopo aver partecipato a un festa a base di cocaina e sesso, in presenza di alcune transessuali.
A testimoniare sull’accaduto è proprio una delle partecipanti alla serata, secondo quanto riferito alle forze dell’ordine.

In merito alla vicenda si è espresso il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro: “È un fatto assolutamente increscioso, che ripropone un tema già noto di cui si parla tanto, ma che nessuno si prende la briga di affrontare seriamente. Mi riferisco ovviamente al problema legato all’uso di cocaina da parte dei politici e dei rappresentanti delle istituzioni in genere, che sta dilagando a macchia d’olio.” E le idee del numero uno del movimento a tutela dei diritti dei cittadini sono molto chiare in proposito, in quanto da sempre si muove affinché il test antidroga diventi obbligatorio. De Pierro prosegue nel suo ragionamento: “Non voglio entrare più di tanto nel merito di quel che è accaduto a Zaccai, anche perché è un caso che è emerso fortuitamente, ma se consideriamo che il 50 % dei cittadini romani di sesso maschile sono clienti di transessuali e prostitute, non è difficile immaginare lo scenario che si delineerebbe nell’individuare tutti i frequentatori nel panorama politico e istituzionale. I nostri informatori ci segnalano nomi altisonanti e di spicco tra i politici e i vip, clienti assidui del sesso mercenario, sia maschile che femminile. Ma non è su questo che noi vogliamo puntare l’indice. Certo, ci colpisce non poco il falso perbenismo di alcuni, gli stessi che riempiono i siti con foto assieme al papa o con la famiglia dando così una parvenza di comportamento impeccabile. Ciononostante – continua De Pierro –, le frequentazioni private del singolo cittadino sia esso un politico o meno, appartengono alla sua sfera intima e nessuno può arrogarsi il diritto di andare a esprimere giudizi in merito, a maggior ragione se a tali comportamenti privati, corrisponde un esemplare impegno nell’espletamento dei compiti istituzionali. Non vorrei però che alcuni personaggi con vocazione moralista e inquisitrice puntassero il dito verso il comportamento sessuale facendo passare in secondo piano quello che è invece il lato grave della vicenda, ossia l’uso di cocaina che, come sembrerebbe dalle cronache, lo stesso Zaccai abbia ammesso. Questo invece è un fatto molto grave – ribadisce a gran voce De Pierro – perché non è ammissibile che chi rappresenta le istituzioni soprattutto per mandato elettorale, dia un esempio così sbagliato, sia per quanto riguarda l’uso personale sia per quel che concerne l’eventuale acquisto della polvere bianca e quindi direttamente o indirettamente, il fatto di foraggiare l’attività criminale. Per quanto detto confermiamo la nostra proposta supportata da una ferma volontà di prevedere test obbligatori antidroga per i politici e altre categorie professionali che hanno un importante ruolo sociale”.

Bersani si sveglia e lancia la sida al governo sulle liberalizzazioni: fascia C alle parafarmacie. Il PD lo seguirà? Cosa faranno ora i “liberali” del PDL? »

Ascolta con webReader

Finalmente Bersani e il PD (speriamo tutto dato che in passato ci sono stati molti distinguo più o meno interessati) si svegliano dal torpore post-elettorale e qualche giorno fa propongono 6 proposte a costo zero a favore dei consumatori e cittadini e contro le rendite di posizione corporative, che dire: una bella botta di liberalismo che se approvate ( e qui casca l’asino dato che la minoranza è appunto tale in Parlamento) darebbero una bella sterzata alla scialba politica dell’opposizione in tale settore molto.
Al di la di tutto va compreso, dopo gli interventi un po’ velleitari di Tremonti che vuole cambiare la costituzione, che la crisi economica messo in luce che il vero giacimento economico da liberare in Italia è quello bloccato nelle rendite di posizione delle corporazioni.
Bisogna comprendere che le liberalizzazioni non sono ne di destra ne di sinistra aiutano a risolvere la crisi che ci attanaglia, e bene ha fatto Bersani a riprendere un suo vecchio cavallo di battaglia .
Vediamo in dettaglio le proposte:
BENZINA – Prevede che il gestore della pompa non sia più vincolato a comprare il cento per cento della benzina del suo marchio, bensì solo il cinquanta per cento, con la possibilità di rivolgersi al libero mercato per il restante. Per permettere l’avvio del mercato libero, il Pd propone di assegnare in via straordinaria e temporanea a una società pubblica, il ruolo di acquirente unico, come attualmente nel mercato elettrico. «È una proposta radicale – ha detto Bersani – ma se portasse a una diminuzione del costo della benzina di quattro centesimi al litro, porterebbe un risparmio alla collettività di due miliardi nel triennio».
FARMACIE – Il secondo emendamento riprende la liberalizzazione delle farmacie contenuta nella prima «lenzuolata» del 2007; il Pd chiede di dare la facoltà alle parafarmacie e ai corner dei supermercati di vendere anche i farmaci di fascia C, e quindi tutti i medicinali non dispensati dal Sistema sanitario nazionale. In questo modo, oltretutto, si favorirebbe il lavoro di giovani laureati. ( si veda in basso il dettaglio dell’emendamento proposto in finanziaria dal PD)
ORDINI PROFESSIONALI – La terza proposta punta a portare a compimento la riforma organica del sistema delle professioni. Le disposizioni contenute nell’emendamento mirano a modernizzare il ruolo degli ordini professionali, favorendo gli obblighi di una informazione trasparente agli utenti, e la concorrenza. Inoltre il Pd cerca di garantire pari opportunità alle giovani generazioni attraverso l’accorciamento fra le fasi di studio, tirocinio (retribuito e di dodici mesi al massimo) e accesso all’esercizio effettivo della professione. Infine il Pd chiede di riconoscere le libere associazioni costituite su base volontaria e senza diritto di esclusiva tra professionisti che svolgono attività non regolamentate in ordini, attribuendo ad esse anche compiti di qualificazione professionale.
MASSIMO SCOPERTO – La quarta proposta prevede la nullità della clausola di massimo scoperto, indipendentemente dalla denominazione utilizzata dalle singole banche, e affida alla Banca d’Italia il controllo sul rispetto delle nuove norme.
AUTOCERTIFICAZIONE – La quinta proposta riprende una norma presente nella terza «lenzuolata» proposta dall’allora ministro Bersani, e non convertita in legge per la fine anticipata della legislatura. L’emendamento consente all’imprenditore, attraverso la semplice autocertificazione sulla base della sussistenza dei requisiti attestati da un professionista, di ottenere immediatamente dal Comune una ricevuta che abilita all’avvio dell’attività o dei lavori di realizzazione degli impianti. Al Comune spetta poi l’onere di provare la sussistenza dei requisiti attraverso controlli ex post.
RETE GAS – La sesta e ultima proposta chiede la separazione proprietaria della rete di trasporto del gas, fissata dall’emendamento al 31 marzo 2011. «La separazione della rete e dello stoccaggio – ha detto Bersani – è un elemento cruciale per la possibilità di fare affluire questa risorsa in modo concorrenziale».
Oltre a questo elenco Bersani e il PD si impegnano ad ulteriori proposte e misure specifiche sulla promozione della concorrenza e sulla tutela dei consumatori per tutti i settori saranno avanzati dal PD durante l’esame del DDL annuale sulla concorrenza.
Bersani auspica un’ immediata approvazione in Consiglio dei Ministri del DDL sulla concorrenza, secondo il metodo e la procedura definito dall’art. 47 dalla legge n. 99 della scorsa estate.
L’Antitrust infatti oltre a quanto denunciato nella sua relazione annuale a proposito delle politiche e proposte di legge anticoncorrenza che se approvate ridurranno spazio alla competizione ed al libero mercato ha già inviato lo scorso febbraio al Governo una segnalazione formale contenente una serie di proposte per la legge annuale sulla concorrenza che purtroppo la maggioranza di governo non ha nessuna intenzione di portare avanti.
Approfondendo la proposta del PD sulle parafarmacie notiamo che l’obiettivo è quello di aumentare la concorrenza nel settore della distribuzione dei farmaci, migliorare l’accessibilità del servizio ai consumatori e favorire lo sbocco professionale dei laureati in farmacia.

La proposta è quella di ampliare il processo di liberalizzazione avviato con la prima „lenzuolata” del 2006 (che ha aperto alla concorrenza la vendita dei medicinali da banco, cioè quelli che non hanno bisogno di prescrizione medica), dando ora la facoltà alle c.d. parafarmacie e ai corner della grande distribuzione di vendere anche i farmaci di fascia C e quindi tutti i medicinali non dispensati dal Servizio Sanitario Nazionale. Si viene di fatto a creare un doppio canale di vendita: farmacie convenzionate con il SSN; parafarmacie per la vendita di tutti farmaci a carico dei cittadini.
Il primo canale è composto, secondo la pianta organica fissata per legge, da 17.796 farmacie convenzionate. Il secondo canale è al momento formato da oltre 3.217 esercizi – presso i quali lavorano circa 6.000 laureati in farmacia, sia come titolari, sia come dipendenti. Il varo della liberalizzazione dei medicinali da banco ha assicurato un servizio più ampio e prezzi più convenienti per i consumatori (con un calo medio del 12%). L’emendamento riprende le disposizioni originariamente contenute nell’Atto Camera 2272 della passata legislatura (approvato il 13 giugno 2007 e poi arenatosi al Senato), meglio noto come DDL “Bersani ter” (terza lenzuolata), e attualmente oggetto di analoghe proposte di legge depositate alla Camera (on.le Lulli) e al Senato (sen. Ghedini e altri 17 firmatari).
Alcune considerazioni finali già accennate prima quanto tutto il PD seguirà le proposte del suo segretario?
Molte sono state le defezioni durante questi anni di alcuni parlamentari anche PD “sensibili” alle proposte delle corporazioni o che difendono in commissione sanità del senato troppo blandamente le proposte liberalizzatrici di Bersani : l’esperienza del Ministro Turco nella scorsa legislatura insegna qualcosa.
Leonardo Marchitto
Direttivo FEF-parafarmacie

Dettaglio dell’ emendamento PD sui farmaci alla finanziaria
A.S. 2228

Dopo l’articolo 45, aggiungere il seguente:

1. La dispensazione al pubblico dei medicinali comunque classificati è riservata in via esclusiva al farmacista, ai sensi dell’articolo 122 del testo unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265.

2. La dispensazione dei medicinali prescritti dal medico su ricettario del Servizio sanitario nazionale (SSN) è effettuabile esclusivamente nell’ambito delle farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, di cui all’articolo 28 della legge 23 dicembre 1978, n. 833. Sono convenzionate le sole farmacie autorizzate dall’autorità sanitaria competente per territorio, ai sensi dell’articolo 1 della legge 2 aprile 1968, n. 475, e successive modificazioni, dell’articolo 104 del citato testo unico di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, nonché degli articoli 4 e 5 della legge 8 novembre 1991, n. 362.

3. Negli esercizi commerciali di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, possono essere venduti, fatto salvo quanto previsto dal comma 4, e ad eccezione dei medicinali di cui all’articolo 45 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, ed all’articolo 89 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, anche i medicinali di cui all’articolo 8, comma 10, lettera c), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni.

4. Negli esercizi commerciali di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, la vendita di medicinali deve avvenire, ai sensi di quanto previsto dal comma 2 del citato articolo 5, nell’ambito di un apposito reparto delimitato, rispetto al resto dell’area commerciale, da strutture in grado di garantire l’Inaccessibilità ai farmaci da parte del pubblico e del personale non addetto, negli orari sia di apertura al pubblico che di chiusura.

Decreto sulle intercettazioni, per De Pierro è il massacro della libertà »

Ascolta con webReader

Il presidente dell’Italia dei Diritti contro il decreto – bavaglio:«Siamo al corto circuito democratico»

Roma – «Con il passaggio al Senato del ddl sulle intercettazioni si è avuta la certezza, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, che l’attuale maggioranza è una lobby politico – affaristica sbarcata in Parlamento grazie all’inganno mediatico di un impeccabile illusionista che si spaccia per Premier.

E’ iniziato il massacro della libertà e il corto circuito della democrazia».

Durissimo il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro alla notizia del via libera del Senato al ddl sulle intercettazioni, approvato con 164 voti favorevoli e 25 contrari.

Blindato dal voto di fiducia, il provvedimento è stato approvato senza il Pd, che ha abbandonato l’aula in segno di protesta.

«L’Italia dei Diritti si oppone a questo ennesimo colpo di mano sudamericano e piduista e chiama a raccolta per una mobilitazione civile tutti coloro che hanno la forza di far sentire la voce scandalizzata del dissenso – tuona De Pierro – occorre risvegliare le coscienze addormentate dalla mistificazione operata dai media di regime».

Forti reazioni al provvedimento da parte di magistratura e società civile: mentre l’Associazione Nazionale Magistrati ritiene che il provvedimento «metterà in ginocchio l’attività di indagine di Pm e polizia», il popolo viola si è radunato, nella tarda serata di ieri, per un sit – in davanti a Palazzo Grazioli. Dello stesso avviso De Pierro:«Si tratta di un clamoroso regalo alla criminalità, contro il rispetto della legalità che da sempre propugniamo».

Elezioni regionali, De Pierro punta il dito sul Pd »

Ascolta con webReader

Il presidente dell’Italia dei Diritti: â€œàˆ suonata l’ora del risveglio da un torpore durato troppo a lungo che sta disegnando scenari apocalittici al nostro orizzonte”

Roma – “Quello che ci hanno restituito le urne è un risultato da analizzare con grande attenzione sia per quanto concerne gli aspetti positivi che quelli negativi.

àˆ chiaro che il Pd, che ancora riesce a intercettare consensi considerevoli, debba far capire da che parte sta. àˆ proprio questa la fetta di rappresentanza partitica che, con la sua opposizione vacanziera, ci ha regalato la deleteria piaga del berlusconismo, non intesa come legata alla figura del premier in se ma a concetti secondo cui alcuni comportamenti deprecabili sono leciti, e dipingendo come demonio chi invece li persegue e li reprime.” Queste le prime parole a caldo che il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro esprime in merito all’esito delle ultime elezioni regionali. “Sono tante le responsabilità  del partito di Bersani in questi risultati che purtroppo aprono scenari apocalittici al nostro orizzonte – continua De Pierro –. Fortunatamente il successo di alcuni validi e coraggiosi politici come Nichi Vendola ha limitato le dimensioni della disfatta, ma è chiaro a tutte le persone di buon senso che bisogna cambiare rotta prima che sia troppo tardi per non giungere al punto di non ritorno, costruito sull’illecito e che possa addirittura confondersi con condotte moralmente impeccabili. àˆ suonata l’ora del risveglio da un torpore durato troppo a lungo – tuona ancora il leader del movimento a tutela dei diritti dei cittadini –, bisogna contrastare l’invasione mediatica e l’agitazione sconsiderata e irresponsabile dello scettro del potere da parte di chi attualmente ci governa. Il Pd dovrebbe fare un po’ di pulizia al suo interno per cercare di mettere in campo forze limpide e scevre da qualsiasi ombra o macchia per fare crescere nuovamente fiducia in una fetta di popolazione disillusa e che ormai non si sente piè rappresentata. L’astenzionismo registratosi presso i seggi ne è la prova piè evidente e concreta. Quest’opera di rinnovo mi sembra l’unico modo – continua De Pierro – per scongiurare il pericolo, da sempre sottovalutato ma che è un dato di fatto maledettamente reale, rappresentato dal periglioso avanzamento della Lega Nord, con la sua cultura xenofoba, omofoba nonchà© secessionista anche se convenientemente ammorbidita in federalista. Non dobbiamo poi sottovalutare in merito alla crisi del Pd – conclude De Pierro –, il grande successo fatto registrare dalle liste del comico Beppe Grillo che poteva indubbiamente essere coinvolto in una schieramento compatto e vincente piuttosto che essere snobbato e che ha dimostrato di essere determinante specialmente in Piemonte. Non rinuncerè mai ad insistere sul grande errore che ha contraddetto in maniera eclatante l’aggettivo che identifica il Partito Democratico, quando solo per paura, fu rifiutata l’iscrizione e la candidatura del comico genovese con una decisione che con la democrazia aveva ben poco a che vedere”.

De Pierro preoccupato per vittoria Polverini nel Lazio »

Ascolta con webReader

Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Ora il buco della Sanità  si allargherà  ulteriormente. Chi non è capace di presentare una lista non puè governare una regione”

Roma – “Sono seriamente preoccupato per la vittoria ottenuta da Renata Polverini in una corsa all’ultimo voto. Sono certo che l’enorme buco che la giunta uscente aveva ereditato da Storace, e che pur costringendo i cittadini a enormi sacrifici non era riuscita a colmare, ora purtroppo si allargherà  irrimediabilmente. Infatti, non riesco piè a vedere coloro i quali si apprestano a prendere in mano le redini della regione Lazio come dei validi amministratori, in quanto considero gran parte di questi signori una massa di incapaci, come dimostrato dalle recenti vicende che li hanno coinvolti nella presentazione delle liste. Mi chiedo, trovando agevolmente risposta, come si faccia a governare una Regione così complessa se non si è capaci neppure di ottemperare a regole così semplici come quelle da osservare nella presentazione delle liste. Il tutto tra l’altro condito dallo svarione giuridico di un decreto arrogante, autoritario e dittatoriale, quanto perfettamente inutile, poichà© non applicabile nella fattispecie. Una figura da perfetti dilettanti, che potrebbero, pur con qualche dubbio sul risultato, iniziare un percorso di apprendistato politico ma non certo dedicarsi alla gestione della cosa pubblica. Mi auguro solo che la Polverini abbia il buon senso di non lasciarsi coinvolgere in alchimie partitocratiche e peschi i componenti per la sua squadra di governo tra quei pochi elementi validi che campeggiano su una schiera di inetti. Per la Sanità , ad esempio, visto che è il settore che ritengo piè importante, mi permetterei di suggerirle Gigliola Brocchieri, che sicuramente potrebbe gestirne le problematiche molto meglio di altri vista la comprovata esperienza”.
Così Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, tuona sulla vittoria alla regione Lazio di Renata Polverini.

Il leader del movimento per la difesa del cittadino si sofferma poi ad analizzare le cause che hanno decretato la sconfitta del centrosinistra: “Sugli elementi che hanno determinato questa disfatta non possono passare inosservate le responsabilità  di un Partito Democratico che non ha saputo individuare un candidato valido, ma si è affidato a una scelta di ripiego come quella di Emma Bonino, che pure essendo un personaggio di grande e indubbia capacità , nonchà© di inoppugnabili qualità  morali, non era certo rappresentativo per l’ampio ventaglio di pensiero caratterizzante le formazioni di centrosinistra. Tra l’altro la stessa Bonino ha fornito lo spunto a una chiesa, che invece di guardare con piè rigore fra le proprie file, si arroga il diritto di ingerire sempre piè nella vita politica italiana per strumentalizzare la sua candidatura a favore di uno schieramento che invece molto lontano è da quel concetto di famiglia indissolubile tanto decantato, ma che molti rappresentanti calpestano in realtà  con i fatti visto l’alto numero di separati presenti”.

In ultima analisi De Pierro sostiene: â€œàˆ necessario che il Pd riveda con piè attenzione i suoi quadri di partito, che faccia capire meglio da che parte sta e se i suoi esponenti siano piè attaccati all’avanzamento delle forze democratiche, oppure, a deleteri protagonismi di potere. Non puè passare inosservata infatti la blindatura di alcune candidature in qualche collegio provinciale dove si è preferito, per favorire l’eventuale elezione di pochi, candidare persone di scarsa competitività . Addirittura nella provincia di Frosinone un candidato classe ’91, che ha racimolato un’innocua manciata di preferenze. Ma nel quadro disastroso che ho tratteggiato – conclude il presidente dell’Idd – non si puè non cogliere un elemento importantissimo, la sconfitta lapalissiana della politica di Gianni Alemanno nel comune di Roma. Non è un caso infatti che nella capitale la Bonino abbia stravinto”.

De Pierro dichiara guerra ai manifesti abusivi »

Ascolta con webReader

Il presidente dell’Italia dei Diritti dà  il via a una task force di volontari contro le affissioni elettorali irregolari: “Basta con questo scempio”

Roma – “Una consuetudine che si ripete puntualmente a ogni tornata elettorale e che ha raggiunto livelli ormai decisamente vergognosi”. Così Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, commenta le affissioni abusive di cui strabordano le città  in tempi di elezioni. Uno scempio urbanistico e ambientale a cui il movimento nazionale intende dare battaglia, come dichiarato dallo stesso De Pierro: “Le città  â€“ spiega – sono invase dalle facce di politici, politicanti e aspiranti tali che non si curano del decoro urbano, contribuendo in maniera scriteriata ad aumentare il livello di degrado ambientale. Si è ormai giunti quasi a un punto di non ritorno, dacchà© anche chi in teoria vorrebbe rispettare le regole è costretto a violarle per non soccombere alla spregiudicatezza di chi se ne infischia e pensa semplicemente al proprio tornaconto in termini di visibilità . Negli scorsi anni il centrodestra anzichà© frenare con leggi piè severe un costume così socialmente degenerativo, si è addirittura preoccupato di garantire la non punibilità  di questi pirati dell’ambiente. E’ una vergogna di fronte a cui noi dell’Italia dei Diritti non riusciamo a rimanere inerti”.

L’Italia dei Diritti intende lanciare un pubblico appello alle istituzioni, affinchà© intervengano duramente per reprimere tale fenomeno e, contestualmente, dichiara guerra ai manifesti abusivi con un’iniziativa partita dallo stesso presidente De Pierro: “Sappiamo che le nostre sono parole al vento – spiega – perchà© la politica difficilmente toccherà  i propri interessi e poco importa se per ripulire le città  si spenderà  un’enorme quantità  di soldi pubblici. Per questo abbiamo organizzato una task force di volontari che hanno cominciato a staccare tutti i manifesti abusivi individuati. Chiunque voglia attivarsi per nostro conto potrà  contattare i nostri uffici. Mi auguro che i cittadini nelle urne sapranno valutare anche questi elementi, che sono manifestazione di sprezzo delle leggi vigenti e di conseguente perdita di fiducia nelle istituzioni”, conclude De Pierro, che invita tutti a una riflessione: “Come mai vengono spese cifre faraoniche nella speranza di venire eletti se poi gli introiti istituzionali derivanti sono enormemente inferiori?”.

Decreto Legge salva Pdl, l’attacco furioso di De Pierro »

Ascolta con webReader

Il presidente dell’Italia dei Diritti: “E’ un attacco senza precedenti alla democrazia Ancora non si era giunti a tanto”

Roma – Oggi pomeriggio a Roma, nella piazza antistante il Pantheon, si è tenuta la manifestazione di protesta contro l’approvazione del decreto legge che permetterà  al Pdl di sanare la situazione della sua lista candidata alle Elezioni Regionali in Lazio e Lombardia. Convocati dal popolo viola, gran parte dei partiti e dei movimenti appartenenti all’area di centrosinistra hanno occupato la famosa piazza capitolina fino al tardo pomeriggio. Ha partecipato all’evento anche l’Italia dei Diritti con il suo presidente Antonello De Pierro, il vicepresidente Roberto Soldà , il responsabile per la Giustizia Giuliano Girlando, con numerosi sostenitori e simpatizzanti.
“Oggi si è consumata l’ennesima pagina triste e direi sconcertante nella gestione politica dell’attuale esecutivo”. àˆ quanto ha dichiarato il presidente De Pierro che ha poi continuato: “Un attentato senza precedenti allo stato di diritto che di fatto da oggi non esiste piè. A tanto ancora non si era arrivati. L’arroganza e il senso di onnipotenza che i signori del governo Berlusconi hanno mostrato nel frangente è altamente preoccupante per le fondamenta stesse della nostra democrazia, sancita dalla Carta costituzionale. Un messaggio gravissimo e pericolosissimo che autorizza chi lo riceve a non rispettare le regole che invece andrebbero rispettate da tutti. Il fatto che in Italia ormai vigesse una deregulation totale l’avevamo intuito, ma ora questo concetto si è materializzato in una granitica, quanto assurda, certezza.” Ha incalzato il leader del movimento: “Un atto degno del piè bieco fascismo, che quando si tratta di risolvere un proprio problema se ne frega dei principi democratici e del rispetto per gli altri. Noi dell’Italia dei Diritti non staremo di certo a guardare, ma ingaggeremo, mi auguro insieme ad alcune forze politiche, tutte le battaglie possibili nei limiti della lotta democratica, che purtroppo devo ammettere che per quanto impegnata e sentita indubbiamente è piè debole di fronte all’assalto dirompente di siffatte svolte arroganti e autoritarie. Un precedente che addirittura ha superato i provvedimenti dittatoriali del regime del ventennio: Mussolini aveva cambiato la legge elettorale prima a suo uso e consumo, Berlusconi è intervenuto con un decreto per sanare un clamoroso pasticcio creato dal suo partito”. Ha continuato poi De Pierro: â€œàˆ incredibile come nessuno si sia almeno degnato di chiedere scusa agli italiani per un errore tutto interno al Pdl. Il provvedimento è stato varato solo per mettere le loro liste nel Lazio e in Lombardia, mi chiedo perchà© non si è intervenuti allora per tutte le altre liste che sono rimaste escluse in altre regioni? àˆ lapalissiano che con questo esecutivo la legge garantisce solo chi vive sotto l’egida del potere. Da oggi invitiamo il governo a intervenire anche per i cittadini che quotidianamente lottano, spesso da soli, contro soprusi e farraginose trafile burocratiche. Chiediamo poi di emettere – ha concluso ironizzando – un decreto per i giovani disoccupati che consegnano oltre il termine previsto la domanda di partecipazione ai concorsi, chiediamo di intervenire per decreto per tutte quelle persone spesso anziane o portatrici di handicap che per un ritardo, o a volte solo perchà© alcuni impiegati decidono di anticipare la chiusura, non riescono a pagare in tempo un bollettino postale. Dulcis in fundo vorrei dire alla Polverini, che ha dichiarato di volere introdurre nel suo programma elettorale il concetto di democrazia, che ci dispiace che questa parola l’abbia scoperta solo adesso e non ci abbia pensato prima, anche se sono certo che del vero significato non ne sia a conoscenza.”

Esclusione lista PdL da Regionali Lazio, De Pierro invoca rispetto della legge »

Ascolta con webReader

Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Una conduzione così dilettantistica nella presentazione delle liste denota incompetenza e incapacità  di gestione”

Roma – â€œàˆ sicuramente triste quanto insolito assistere a una esclusione di questo tipo, e in qualche modo ciè potrebbe disegnare uno scenario elettorale privo di una lista competitiva e rappresentativa come quella del PdL. Perè, eccezion fatta per queste considerazioni da cittadino, la vicenda ha messo in evidenza un’incapacità  gestionale preoccupante da parte di un partito che da ormai due anni afferma di governare l’Italia, anche se poi nei risultati, eccetto i proclami, tali affermazioni non trovano riscontri apprezzabili”. àˆ quanto dichiarato dal presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, che esplicita pubblicamente la sua posizione sulla possibile esclusione della lista dei candidati della provincia di Roma del PdL, che risulta a tutt’oggi non ammessa alla competizione elettorale per irregolarità  nei tempi previsti sulla consegna delle opportune documentazioni. Dopo il rigetto dell’istanza di riammissione, per il partito del premier e la sua candidata alla presidenza del Lazio, Renata Polverini, c’è la possibilità  di presentare ricorso all’Ufficio centrale presso la Corte d’Appello.

“Alla luce dei fatti – rimarca il numero uno del movimento in difesa dei diritti civili – una conduzione così dilettantistica di un passo molto importante quale quello della presentazione delle liste denota incompetenza e incapacità  di gestione. Perciè, non ritengo all’altezza gli eventuali eletti di questa lista di poter aspirare al governo di una regione complessa e problematica come il Lazio, nonostante i tanti soldi spesi dai numerosi candidati, che fanno pensare piè a un investimento di promozione aziendale che non a una competizione dove spicchi la capacità  di autodeterminazione da parte degli elettori”.

Poi, entrando nel merito della vicenda il leader dell’Italia dei Diritti attacca: “Va da sà© che, qualora le regole non siano state rispettate, come sembra, sia giusta l’eliminazione di tale lista dalla tornata elettorale. Credo, inoltre, che anche chi è deputato a decidere dovrà  basarsi su dei fatti concreti e inoppugnabili, e quindi, se tutto corrisponde a quanto riportato dagli organi di informazione, la decisione non potrà  che essere quella della definitiva esclusione. Mi auguro – conclude De Pierro con tono polemico – che non intervenga qualche provvedimento ‘ad listam’, dopo che la parte politica in questione ci ha abituati, per lunghi e tristi anni, al fenomeno tutto italiano delle leggi ad personam”.

Il Tg1 “assolve” Mills, De Pierro contro Minzolini »

Ascolta con webReader

Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Il diritto a essere informati è fondamentale per i cittadini e un giornalista genuflesso al potere politico non puè sedere sugli scranni piè alti dell’informazione pubblica”

Roma – A seguito delle polemiche sorte dopo le edizioni del Tg1 del 26 febbraio scorso, durante le quali è stato detto piè volte che per David Mills, imputato nel processo Berlusconi-Mondadori, la Corte di cassazione ha sentenziato l’assoluzione, invece che la prescrizione di un reato compiuto e sanzionato, Antonello De Pierro è intervenuto a commentare l’episodio.

“Abbiamo assistito per l’ennesima volta – afferma il presidente dell’Italia dei Diritti – a una mistificazione della notizia da parte del Tg1 diretto da Augusto Minzolini. Il sentimento che meglio esprime il mio stato d’animo attuale di fronte a una nuova mortificazione della libertà  di stampa è quello del disgusto, perchà© non si puè essere altro che disgustati davanti al sistematico impegno disinformativo da parte del telegiornale ammiraglio delle rete pubblica. àˆ arrivato il momento di dire basta – insiste stizzito De Pierro –. Minzolini deve fare le valige e andare a casa, e mi auguro che anche l’Ordine dei giornalisti prenda dei provvedimenti in merito”.

Il presidente del movimento nazionale a tutela della legalità  e della giustizia difende a spada tratta il bisogno che tutti i cittadini hanno di una corretta ed equilibrata informazione, specie se proveniente da un servizio pubblico: “Il diritto ad essere informati – dice – è fondamentale per i cittadini e un giornalista asservito e genuflesso al potere politico non deve assolutamente posare le sue terga sugli scranni piè alti dell’informazione pubblica. Nel caso in cui, invece, non si fosse trattato di mistificazione, ma di ignoranza giuridica, poichà© cosa ben diversa è una assoluzione da una prescrizione, allora verrebbe meno il presupposto di competenza professionale, e quindi anche in questo caso l’invito a preparare le valige è l’unico praticabile”.

Infine, De Pierro fa sapere che, se questo atteggiamento deprecabile del primo telegiornale nazionale e il palese assoggettamento agli ordini padronali da parte di Minzolini dovessero continuare, l’Italia dei Diritti indirà  una manifestazione di protesta chiamata “No Tg1 day”.

De Pierro, anche io aggredito a bastonate come Fragalà »

Ascolta con webReader

Il presidente dell’Italia dei Diritti esprime cordoglio e rivela un episodio simile di cui è stato vittima circa tre anni fa a Ostia

Roma – “Provo orrore di fronte all’efferato omicidio dell’avvocato Fragalà .

Esprimendo vicinanza ai suoi familiari mi auguro che chi si è macchiato di un delitto così grave venga assicurato al piè presto alla giustizia”. Così Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, manifesta il suo cordoglio e la sua vicinanza ai familiari di Enzo Fragalà , l’avvocato penalista e consigliere comunale del PdL a Palermo, morto venerdì scorso nell’ospedale del capoluogo siciliano in seguito alla vile aggressione di uno sconosciuto che lo aveva ripetutamente colpito con una mazza di legno.

“Purtroppo – sottolinea amaramente De Pierro – tale evento nefasto mi coinvolge anche a livello personale, in quanto mi riporta alla mente un episodio di cui sono stato vittima circa tre anni fa quando, dopo aver denunciato degli abusi edilizi con palesi coperture da parte di alcuni vigili urbani e dipendenti dell’ufficio tecnico del XIII municipio, sono stato aggredito, in località  Infernetto, da un noto pregiudicato della malavita del litorale romano e dall’autore degli abusi denunciati, allo scopo di indurmi al silenzio”. In quel frangente il leader dell’Italia dei Diritti riportè fortunatamente lesioni guaribili in sei giorni, riuscendo a trarsi in salvo solo grazie al pronto intervento del fratello, esperto di arti marziali, che fu capace di bloccare la furia aggressiva a colpi di bastone del balordo, riportando a sua volta lesioni.

“Pur non essendo intenzionato a demordere nella mia lotta contro l’illegalità  â€“ prosegue De Pierro – da allora vivo nella paura, in particolar modo per il fatto che tutta la vicenda è costellata di particolari quantomeno strani e che danno adito a dubbi, a iniziare dal fatto che gli agenti di polizia intervenuti sul posto si sono rifiutati di sequestrare il bastone con cui eravamo stati colpiti”. Probabilmente senza l’intervento decisivo del familiare, le conseguenze per De Pierro sarebbero state molto piè gravi, con risvolti tragici come quelli che hanno riguardato Fragalà . Rimane oscuro il fatto che, nonostante la presenza di un’arma, e quindi di un reato con procedibilità  d’ufficio e in tribunale, i due aggressori sono attualmente solo imputati di lesioni lievi e rinviati a giudizio presso l’ufficio del Giudice di Pace Penale di Ostia. A ciè vano aggiunti anche altri casi di intimidazione subiti dal massimo esponente dell’Italia dei Diritti, compresi tentativi di investimento, danneggiamento dell’automobile e ulteriori atti vandalici.

Franco Nicoli in Regione »

Ascolta con webReader

E’ on the road la campagna di Franco Nicoli, candidato consigliere per Il Popolo della Libertà  Formigoni Presidente alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010.

I 10 truck allestiti per la campagna elettorale circolano a Brescia e Provincia trasportando l’Esperienza e la Passione di Nicoli, già  assessore al Commercio, Fiere e Mercati alla Regione Lombardia e da oltre quindici anni nel panorama politico lombardo.

Per maggiori informazioni:

Web Site

http://www.franconicoli.it/

Facebook
FRANCO NICOLI IN REGIONE

http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=244630801649&ref=ts

Progetto di MarketingArena Consulting di Giorgio Soffiato - P. Iva: 01352890295
Realizzato da skande.com . Altri siti del network: Marketing Arena - Blog Studenti - Calvizie.