Edizione di: Venerdi, 3 settembre 2010 ore 14:09 @631

De Pierro preoccupato per vittoria Polverini nel Lazio »

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Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Ora il buco della Sanità  si allargherà  ulteriormente. Chi non è capace di presentare una lista non puè governare una regione”

Roma – “Sono seriamente preoccupato per la vittoria ottenuta da Renata Polverini in una corsa all’ultimo voto. Sono certo che l’enorme buco che la giunta uscente aveva ereditato da Storace, e che pur costringendo i cittadini a enormi sacrifici non era riuscita a colmare, ora purtroppo si allargherà  irrimediabilmente. Infatti, non riesco piè a vedere coloro i quali si apprestano a prendere in mano le redini della regione Lazio come dei validi amministratori, in quanto considero gran parte di questi signori una massa di incapaci, come dimostrato dalle recenti vicende che li hanno coinvolti nella presentazione delle liste. Mi chiedo, trovando agevolmente risposta, come si faccia a governare una Regione così complessa se non si è capaci neppure di ottemperare a regole così semplici come quelle da osservare nella presentazione delle liste. Il tutto tra l’altro condito dallo svarione giuridico di un decreto arrogante, autoritario e dittatoriale, quanto perfettamente inutile, poichà© non applicabile nella fattispecie. Una figura da perfetti dilettanti, che potrebbero, pur con qualche dubbio sul risultato, iniziare un percorso di apprendistato politico ma non certo dedicarsi alla gestione della cosa pubblica. Mi auguro solo che la Polverini abbia il buon senso di non lasciarsi coinvolgere in alchimie partitocratiche e peschi i componenti per la sua squadra di governo tra quei pochi elementi validi che campeggiano su una schiera di inetti. Per la Sanità , ad esempio, visto che è il settore che ritengo piè importante, mi permetterei di suggerirle Gigliola Brocchieri, che sicuramente potrebbe gestirne le problematiche molto meglio di altri vista la comprovata esperienza”.
Così Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, tuona sulla vittoria alla regione Lazio di Renata Polverini.

Il leader del movimento per la difesa del cittadino si sofferma poi ad analizzare le cause che hanno decretato la sconfitta del centrosinistra: “Sugli elementi che hanno determinato questa disfatta non possono passare inosservate le responsabilità  di un Partito Democratico che non ha saputo individuare un candidato valido, ma si è affidato a una scelta di ripiego come quella di Emma Bonino, che pure essendo un personaggio di grande e indubbia capacità , nonchà© di inoppugnabili qualità  morali, non era certo rappresentativo per l’ampio ventaglio di pensiero caratterizzante le formazioni di centrosinistra. Tra l’altro la stessa Bonino ha fornito lo spunto a una chiesa, che invece di guardare con piè rigore fra le proprie file, si arroga il diritto di ingerire sempre piè nella vita politica italiana per strumentalizzare la sua candidatura a favore di uno schieramento che invece molto lontano è da quel concetto di famiglia indissolubile tanto decantato, ma che molti rappresentanti calpestano in realtà  con i fatti visto l’alto numero di separati presenti”.

In ultima analisi De Pierro sostiene: â€œàˆ necessario che il Pd riveda con piè attenzione i suoi quadri di partito, che faccia capire meglio da che parte sta e se i suoi esponenti siano piè attaccati all’avanzamento delle forze democratiche, oppure, a deleteri protagonismi di potere. Non puè passare inosservata infatti la blindatura di alcune candidature in qualche collegio provinciale dove si è preferito, per favorire l’eventuale elezione di pochi, candidare persone di scarsa competitività . Addirittura nella provincia di Frosinone un candidato classe ’91, che ha racimolato un’innocua manciata di preferenze. Ma nel quadro disastroso che ho tratteggiato – conclude il presidente dell’Idd – non si puè non cogliere un elemento importantissimo, la sconfitta lapalissiana della politica di Gianni Alemanno nel comune di Roma. Non è un caso infatti che nella capitale la Bonino abbia stravinto”.

Piano triennale di Forestazione: “Un utilizzo improprio delle Istituzioni” »

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Il Programma Triennale sulla Forestazione ha visto la luce quest’anno in tempi da record. Non vuole certamente essere un elogio alla solerzia del nostro Governo Regionale, ma un sottolineare, ancora una volta, come l’utilizzo improprio delle istituzioni sia il filo conduttore della gestione del Governo Regionale attuale nelle cui mani sono le sorti di tutti noi. Infatti, l’approvazione in tempi da record, in Consiglio Regionale del nel mese di febbraio del Piano Triennale di Forestazione era mirata, esclusivamente, all’assunzione nel mese di marzo di 4209 unità  lavorative, comprensive di altre 300 nuove unità  rivenienti dal Turn Over.

La necessità  della messa in sicurezza del nostro territorio, della tutela dell’ambiente, e della valorizzazione multifunzionale dei complessi forestali pubblici sono insieme una esigenza primaria per la nostra regione; con ciè non intendo fare una critica sull’iniziativa, che va a tutela della regione e garantisce posti di lavoro, ma, in considerazione del fatto che il lavoro è un diritto, mi domando perchà© a questo diritto ci si debba arrivare proprio in campagna elettorale.

Occorre far presente inoltre, ai Lucani, che il piano di investimento ammonta a circa 150 milioni di euro e che nonostante ciè la situazione di dissesto idrogeologico della nostra regione rimane disastrosa, non ci sono stati investimenti a sostegno di rimboschimenti o consolidamenti del territorio, probabilmente risulta piè utile dichiarare stati di “calamità  naturali” e ricorrere ai fondi della protezione civile, a testimonianza che il Governo Nazionalec’è.

La riflessione che invito i Lucani a fare, esprimendo seri dubbi sulla gestione dei fondi del Piano Forestale, è legata alla considerazione che gli stessi fondi vengono affidati a Consiglieri Regionali attualmente candidati.

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